Nordio: “Risultati superiori a quanto previsto dal Pnrr”

Nordio nel suo studio (credit: Ministero della giustizia)
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“Numeri chiari”, così li definisce il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato da Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza, riferendosi a quelli contenuti nella Relazione sull’andamento della giustizia nel 2025, presentata al Parlamento il 21 gennaio.

“Presso i tribunali ordinari, la riduzione dell’arretrato civile 2019 ha raggiunto il 95,8%; presso le Corti d’appello il 99,4%”, e facendo riferimento poi alla riduzione di quello 2022, Nordio prosegue: “Si tratta di un obiettivo in scadenza a giugno 2026, ma ha già raggiunto l’85,2% nei tribunali ordinari e l’85,4% nelle Corti d’appello. Un dato prossimo al target previsto”. Questo monitoraggio che – come conferma la Relazione – certifica dati rilevati al novembre 2025, testimonia – sottolinea il Ministro – “la capacità del sistema di rispondere alle sfide poste dalla Commissione europea e di rispettare i target intermedi e finali previsti dal Pnrr”.

E ancora. Con riferimento alla riduzione dei tempi di trattazione, risponde Nordio, “nel settore civile il disposition time, calcolato al primo semestre 2025, si è ridotto del 27,8% rispetto al 2019; nel settore penale la riduzione è stata del 37,8%”. I risultati elencati “superano in alcuni casi i target fissati dal Piano, confermando l’efficacia delle riforme processuali e degli investimenti in capitale umano”.

Passando poi ad altro importantissimo tema, la situazione carceraria, il Guardasigilli, pur confermando che il Governo “non pensa a liberazioni lineari che costituirebbero una resa dello Stato”, ritorna su alcune soluzioni a lui molto care, che parlano di “luoghi di esecuzione pena diversi dal carcere, ad esempio le comunità per i tossicodipendenti” (perché, ripete spesso Nordio, sono persone da curare e non da incarcerare). E da ultimo fa riferimento anche all’istituto della carcerazione preventiva e alla necessità di una sua modifica, perché “oggi quasi il 20% dei detenuti é in attesa di una sentenza definitiva, e una buona arte alla fine viene assolta”.

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