Referendum, Nordio: “soddisfatto della sentenza del TAR Lazio”

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Il referendum confermativo si terrà il 22 e 23 marzo. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha infatti respinto il ricorso presentato dal comitato promotore della raccolta firme. Nello specifico si contestava la deliberazione con cui il Consiglio dei ministri, il 12 gennaio scorso, ha fissato la data del referendum.

Il guardasigilli Carlo Nordio si dice “molto soddisfatto” della decisione dei giudici amministrativi. La motivazione, prosegue il Ministro, “è di una chiarezza adamantina: trattandosi di un referendum confermativo, una volta che si sia determinata una condizione per il suo svolgimento, in questo caso la richiesta parlamentare, le altre, come le cinquecentomila firme, sono inammissibili perché superflue, come avevamo detto sin dall’inizio”.

Referendum, Nordio: “molto soddisfatto della sentenza del TAR Lazio”

Tra i motivi di non accoglimento dei gravami, il Tar ha infatti sottolineato come lo strumento del referendum stabilito dall’art 138 della Costituzione abbia un obiettivo chiaro: garantire che la legge di revisione costituzionale approvata a maggioranza più bassa di quella qualificata “sia sottoposta alla consultazione referendaria, onde verificarne la corrispondenza con la volontà espressa dalla maggioranza del corpo elettorale”. Fissato l’obiettivo, è indifferente quale dei tre soggetti abilitati – un quinto dei membri della Camera, 500mila elettori, 5 Consigli regionali – attivi il procedimento referendario. Non c’è una gerarchia o un maggior peso dell’uno o dell’altro.

Di conseguenza, si legge nella sentenza della sezione II bis del Tar pubblicata oggi, “una volta che uno dei soggetti sopra indicati si sia fatto carico di promuovere l’iniziativa referendaria, e la legittimità di essa sia stata positivamente vagliata dall’Ufficio centrale per il referendum, non sussistono ragioni affinché l’esecutivo differisca l’indizione del voto”.