Fiamme azzurre, i profili dei cinque nuovi ciclisti
27 Febbraio 2026
Nella giornata del giuramento del 16 ottobre 2025 oltre agli altri 23 atleti delle altre discipline erano presenti anche cinque giovani ciclisti: due torinesi, due pordenonesi e un lucchese.
- Anita Baima, nata a Ciriè (To), il 28 giugno 2006, ha collezionato due medaglie d’oro e tre medaglie di bronzo tra 2023 e 2024 a livello juniores nei campionati del mondo ‘eliminazione” e Madison.

- Chantal Pegolo, nata a Pordenone il 20 febbraio 2007, ad appena 18 anni,consegue cinque medaglie: due ori, nei campionati mondiali e italiani su pista, un argento e tre bronzi.

- Daniele Napolitano, nato a Ciriè (To), il 6 febbraio 2003, è stato medaglia d’oro nel 2022, 2024 e 2025 per la specialità Team sprint.

- Fabio Del Medico, nato a Camaiore (Lu), il 2 aprile 2006, nel 2023 e nel 2024 ha ottenuto due medaglie di bronzo e due medaglie iridate per la specialità Kerin.

- Linda Sanarini, nata ad Abano Terme (Pd), il 18 gennaio 2007, tra 2024 e 2025 consegue: due argenti europei nelle categorie omnium e madison, tre medaglie d’argento e una di bronzo a livello mondiale ed europeo nell’ ‘inseguimento a squadre’.

Per tutti questi neo-atleti delle Fiamme azzurre, che gNews ha intervistato, il primo contatto con questa disciplina è stato attraverso il ciclismo su strada, poi ognuno di loro ha scelto una specialità d’elezione. Chantal, come quasi tutti questi giovani, non viene da una famiglia di ciclisti, ma racconta come l’incontro con le due ruote è avvenuto grazie a suo nonno, perché quando lo andava a trovare vedeva “questo gruppo di giovani ciclisti e tra tutti ne spiccava uno, che è diventato poi professionista e negli anni è stato un modello da seguire”. Linda dopo poco tempo si orienta verso l’inseguimento a squadre indoor, secondo lei “il più divertente, vario e appassionante”.
Anche in Chantal la passione per le due ruote è grande: adora “le volate del ciclismo su pista, perché sono pericolose e adrenaliniche. Fare una volata a 60 km/h, con tanti atleti intorno, ha un rischio enorme, basta un piccolo sbaglio e ci rimette tutto il gruppo”.
Fabio Del Medico ha mosso i primi passi con il ciclismo su strada, provando poi a competere nelle categoria mountain bike e pista indoor, ma la scelta cade sullo sprint “per l’adrenalina che trasmette – spiega anche lui – perché essendo molto breve il tempo della competizione, bisogna dare il 100% subito senza pensare”.
Anita ha iniziato con la mountain bike, ma dopo pochi anni sceglie il ciclismo indoor di tipo endurance: “appena provato ha sentito subito passione per questo sport”. Anita poi ha sangue ‘nobile’ nelle vene, visto che è la pronipote di Franco Balmamion, trionfatore di due Giri d’Italia (1962 e 1963).
La vita degli sportivi professionisti spesso si compone di spostamenti veloci, viaggi e competizioni continue e per Linda questo aspetto è sicuramente positivo, perché “non ci si annoia mai, si vedono posti diversi, si viaggia, si compete”. Il divertimento per Chantal è fondamentale anche in allenamento, perché in questo modo “lo sforzo passa in secondo piano”.
Il nome di Fabio Masotti è quello che torna in ognuna delle interviste, quando si parla di come sono entrati in contatto con il mondo ‘azzurro’. Fabio è stato atleta della Fiamme azzurre dal 1994 al 2013 e può vantare tra l’altro la partecipazione all’Olimpiade di Pechino 2008 e nove titoli italiani pista. Nel 2013 diventa tecnico del Corpo e poi nel 2014 assume il ruolo di collaboratore prima della Nazionale pista e dal 2025 di quella paralimpica.
Del giorno del giuramento Anita e Linda ricordano, come fosse ieri, l’emozione “di partecipare all’alzabandiera del tricolore insieme ai colleghi più anziani”. Chantal di quei momenti racconta come i vertici del Corpo, abbiano trasmesso “la fierezza di stare nelle Fiamme azzurre”. Sensazioni forti anche per Fabio, che sente una grande “responsabilità per aver giurato per il Corpo, la Polizia penitenziaria e la Repubblica italiana”.
Aver lasciato da poco la categoria juniores e il doversi misurare con il più competitivo contesto senior non scoraggia questi giovani atleti. Il segreto? Per Anita è “porsi sempre nuovi obiettivi e andare oltre i propri limiti”, avendo sempre in mente come “con il tempo e con gli allenamenti si vedranno i frutti del lavoro svolto”.
Nel precedente articolo di presentazione dei nuovi atleti delle Fiamme azzurre, gNews ha presentato il gruppo del Tiro a volo.