AG 2026 Corti d’appello: Pnrr, IA e femminicidio
31 Gennaio 2026
Focus sul Pnrr a Bari, dove il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha sottolineato il grande risultato raggiunto con la stabilizzazione di oltre 9.000 lavoratori precari: “Mi sembra che uno sforzo maggiore non potesse essere prodotto e quelli che non saranno eventualmente stabilizzati rimarranno tre anni in graduatoria. Si pensi che questi funzionari dovevano uscire al 30 giugno 2026”.
Il presidente della Corte d’Appello, Franco Cassano, si è occupato dei risultati raggiunti: “Quanto agli obiettivi del Pnrr, rimarco con orgoglio che la Corte d’appello di Bari è uno dei quattro uffici giudiziari italiani ad aver conseguito da tempo entrambi gli obiettivi previsti: il ‘DT’, vale a dire la durata media prevista dei procedimenti, si attesta infatti su 328 giorni, molto meno di un anno, mentre le pendenze sono ridotte dalle 12.000 procedure dell’anno 2019 alle 4.900 del settembre 2025”.
Anche il presidente della Corte d’appello di Ancona, Luigi Catelli, nel suo intervento in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Marche, ha parlato della buona notizia arrivata dal Pnrr, che consentirà di stabilizzare molta parte del personale assunto a tempo determinato: “E questo dovrebbe dare sicuramente una spinta verso un miglioramento della situazione”.
A Cagliari il procuratore generale Luigi Patronaggio, nel suo intervento durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Sardegna, ha rimarcato i “risultati positivi sia nella riduzione della durata dei processi che nello smaltimento dell’arretrato e questo si deve allo sforzo incessante di tutti gli operatori”.
A Brescia l’attenzione è stata rivolta ai processi mediatici: “Un intervento serve al fine di aumentare il livello delle garanzie individuali dei cittadini e anche di scongiurare che l’opinione pubblica venga pericolosamente disorientata da ipotizzati gravissimi errori giudiziari, con innocenti in carcere e colpevoli a piede libero, individuati sotto la – magari anche inconscia – pressione della necessità di fare audience e di assicurarsi i connessi ricavi pubblicitari”, ha detto il procuratore generale di Brescia, Guido Rispoli.
Il presidente facente funzioni della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizio Riga, ha spiegato i rischi e i benefici dell’uso dell’IA, ricordando che “il legislatore nazionale ha dettato una prima normativa in materia con la legge del 23 settembre 2025, la quale all’art. 15 disciplina proprio l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nell’attività giudiziaria, ribadendo che “è sempre riservata al magistrato ogni decisione sull’interpretazione e sull’applicazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull’adozione dei provvedimenti’”.
La presidente della Corte d’appello di Bologna, Marilena Rizzo, ha annunciato che Corte d’appello, Procura generale, Ordine degli avvocati di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Comune e Prefettura di Bologna “hanno fatto rete tra loro e tra le principali istituzioni del territorio” per contrastare la deriva dei reati d’odio. Proprio in riferimento alla deriva di alcuni reati, il capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, Antonio Mura, ha posto l’accento sull’introduzione nel nostro ordinamento del delitto di femminicidio: “L’innovazione che forse più di tutte merita menzione, perché varata grazie ad una inedita convergenza delle forze politiche”.