AG 2026 Corti d’appello: violenza, minori e azioni patrimoniali

Corte Suprema di Cassazione (foto del Ministero della Giustizia)
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Le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti d’appello di Salerno, Torino, Trento, Trieste e Venezia hanno offerto un quadro articolato delle principali criticità del sistema giustizia, tra emergenze sociali e nuove risposte normative. A Venezia, in particolare, l’intervento del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha segnato il dibattito, con un forte richiamo alla lotta alla violenza di genere e alla prevenzione dei suicidi in carcere.

Ostellari ha definito l’introduzione del delitto di femminicidio «un atto normativo che segna il nuovo argine al dilagare di un fenomeno criminale particolarmente odioso e che tutti assieme potremo sconfiggere».

Sul fronte penitenziario ha poi sottolineato che «il piano per la prevenzione continuerà con un’azione congiunta, anche con le competenti istituzioni sanitarie regionali», ribadendo che quello dei suicidi in carcere «è un fenomeno che va affrontato su più livelli».

Sempre a Venezia, il procuratore generale Federico Prato ha richiamato l’attenzione sulla criminalità organizzata, definendone «costante» la presenza sul territorio e spiegando che «le indagini svolte e le sentenze restituiscono la mappa territoriale che vede prevalentemente l’aggressione delle province di Padova, Venezia, Verona e in misura minore di Vicenza».

La presidente reggente della Corte d’appello, Rita Rigoni, ha invece parlato di un «fenomeno allarmante e diffuso» riferendosi all’aumento dei reati commessi dalle baby gang.

A Torino, la procuratrice generale Lucia Musti ha lanciato un duro allarme sul disagio giovanile: «I minori ormai commettono ogni tipologia di reato che compiono i maggiorenni», denunciando anche «il vuoto cosmico dell’educazione da parte di alcune famiglie».

Preoccupazioni analoghe emergono anche a Salerno, dove, sul fronte della giustizia minorile, è stato rilevato che «il dato più allarmante riguarda anche quest’anno l’aumento esponenziale dei reati commessi con l’uso della violenza».

A Trento, l’attenzione si è concentrata sull’efficacia dell’azione di contrasto ai reati economici: nel suo intervento, il procuratore generale Corrado Mistri ha reso noto che «nel 2025 le attività della Procura della Repubblica di Trento hanno condotto al sequestro di quasi 2,09 milioni di euro», sottolineando che la somma è stata destinata a Equitalia e che è stato così «raggiunto l’obiettivo di impedire la dispersione del patrimonio quale profitto del reato».

A Trieste, infine, la presidente della Corte d’appello Maria Caterina Chiulli ha descritto un distretto «virtuoso» nonostante i «vuoti di organico dei magistrati» e la «drammatica carenza di personale amministrativi», sottolineando che «una tutela dei diritti passa per una giustizia efficiente».