Sicurezza, Nordio: “nuova norma non è uno scudo penale”

Nordio e Piantedosi in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Cdm del 5 febbraio 2026. (Credit: Ministero della Giustizia)
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“Bisogna essere chiari: non è né uno scudo penale, né nei confronti delle forze dell’ordine; l’impunità non c’è per nessuno”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito a una delle misure principali approvate oggi in Consiglio dei ministri: la non-iscrizione automatica nel registro degli indagati per fatti di reato commessi in presenza di una causa di giustificazione.

In particolare il nuovo comma dell’articolo 335 del codice penale prevede che il pm procede ad “annotazione preliminare, in separato modello” del nome della persona cui è attribuito un fatto di reato, quando è evidente che è “compiuto in presenza di una causa di giustificazione”. Diverso dalla tradizionale iscrizione ‘a modello 21’ nel registro degli indagati, il nuovo modello verrà introdotto con decreto del ministro della Giustizia.

Per il Guardasigilli, si tratta di una misura che introduce un “principio di civiltà”: l’iscrizione in questo nuovo modello consente alla persona di “partecipare alle indagini che lo possono interessare senza però essere indagato”, senza subire “l’onta” – come la definisce Nordio – dell’iscrizione nel registro degli indagati.

Il Ministro fa l’esempio del poliziotto che spara perché viene minacciato con un’arma, del medico nel caso in cui muoia un proprio paziente, di una persona comune che trova un ladro armato in casa. Con la nuova norma è possibile godere di alcune garanzie difensive, come la nomina di propri legali e consulenti di parte, o la partecipazione a perizie balistiche o autopsie.

L’introduzione di questo nuovo principio, spiega Nordio, è stata accelerata dalle “situazioni che si sono verificate in quest’ultimo periodo e che hanno riguardato le forze dell’ordine”, riferendosi agli scontri avvenuti sabato scorso a Torino. Si tratta, tuttavia, anche di una misura contenuta “nel nuovo progetto di codice di procedura penale che stiamo studiando”.

Diverse le misure approvate in Consiglio dei ministri. Per esempio il fermo preventivo, che prevede la possibilità di accompagnare e trattenere negli uffici di polizia, fino a 12 ore, persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico, in particolare in relazione a manifestazioni e assembramenti. Il trattenimento viene comunicato all’autorità giudiziaria, che può valutarne la legittimità e disporre la liberazione immediata in assenza delle condizioni previste. Previste poi sanzioni rafforzate contro il porto di coltelli e strumenti atti ad offendere e la procedibilità d’ufficio del furto con destrezza. Viene poi introdotto il nuovo reato di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato, con una cornice edittale che va dai 10 ai 25 anni.

Ecco la sintesi delle misure approvate

 

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