Parità di genere, Nordio: “si raggiunge solo attraverso l’educazione”
23 Febbraio 2026
“Abbiamo sempre parlato di riforme e di norme per tutelare le donne e i soggetti deboli della violenza e dal sopruso, ma se parliamo un attimo di quello che si può fare per far realmente raggiungere alla donna la parità, credo che questo si possa fare soltanto attraverso l’educazione: non c’è legge, non c’è decreto, non c’è governo non c’è Parlamento che tenga, solo ed esclusivamente attraverso l’educazione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo a Roma alla conferenza stampa per la presentazione del Festival Internazionale “Caserta la città delle donne“, progetto della Fondazione Orizzonti in programma dal 6 all’8 marzo per celebrare l’eccellenza femminile e riflettere sul presente e sul futuro dei diritti delle donne.
All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente della Fondazione Orizzonti, Giuseppe Menniti, anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, la presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo.
La scelta della città di Caserta ha un preciso significato. Alle spalle della Reggia venne fondata nel 1776 la real colonia di San Leucio da cui promanò, oltre due secoli fa, il Codice Leuciano, con cui venne sancita per la prima volta la parità giuridica tra donne e uomini, introducendo un modello sociale di straordinaria modernità. San Leucio, come la storia racconta, divenne un centro di eccellenza per la produzione della seta, che ancora oggi – durante l’incontro è stato ricordato proprio da Roccella – è nei più importanti palazzi del mondo, dal Cremlino alla Casa Bianca. Ma ancora: oltre due secoli fa venne resa obbligatoria l’istruzione, l’assistenza sanitaria venne estesa a tutti, abolito l’obbligo di creare una dote per le figlie che si sposavano e fu riconosciuta la libertà di scelta nel matrimonio. Donne e uomini godevano degli stessi diritti sul piano giuridico e nel lavoro: identica la retribuzione, pari la formazione.

“La parità di genere – ha osservato il Guardasigilli – si è affermata tra molte difficoltà anche in Europa, ma non è stato un percorso facile”, facendo poi riferimento ad alcuni esempi virtuosi, come la magistratura, “dalla quale io provengo, oggi la maggioranza è costituita da donne, ma se si vanno a vedere alcune nicchie, come la cardiochirurgia, di grandi cardiochirurghi sia in Italia sia il mondo, di donne non ce ne sono”.
La Ministra Roccella, che ha ricordato che “quest’anno ricorrono gli 80 anni dal voto delle donne in Italia” ha anche sottolineato che “siamo i primi in Europa ad aver fatto una legge che tipizza il reato di femminicidio”. Parlando poi di occupazione femminile ha osservato che “il risultato incoraggiante che si osserva oggi, grazie anche alla volontà del governo di incentivarla, non é un punto di arrivo ma di partenza”. E concludendo sulla differenza fra uguaglianza e parità, ha osservato che “le donne vogliono che la differenza non sia più un elemento di discriminazione, sopraffazione o subalternità, ma si compia un percorso che parta dalla sua valorizzazione”.
Lella Golfo, già deputata di Forza Italia, ha fatto riferimento alle donne nell’imprenditoria: “la legge sulle quote di genere non è stata una passeggiata – ha sottolineato – ma oggi abbiamo un 44% donne nei Cda. Anche guardando alle Olimpiadi che si sono concluse ieri, vediamo che la vittoria è stata delle donne, le quali 100 anni fa non potevano neanche partecipare. Le donne nel luogo giusto fanno la differenza”.
Nordio ha infine ricordato che “fino a qualche decennio fa in Italia vi era un patriarcato che addirittura legittimava il delitto d’onore”, ma che nonostante “con la legislazione che abbiamo oggi, la parità formale possa dirsi pienamente realizzata, per quella sostanziale c’è ancora molto da fare”.