Monica Guerritore in scena a Casal del Marmo con “Anna”
26 Febbraio 2026
Oggi presso l’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo, a Roma, è stato proiettato il film “Anna”, alla presenza di Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, e di Antonio Sangermano, capo del dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che hanno introdotto l’artista Monica Guerritore, condividendo con la platea, prima della visione, riflessioni sui temi al centro della pellicola.
Nel suo intervento, Ostellari ha sottolineato la forza e la capacità di rialzarsi dopo le difficoltà, che la figura di Anna Magnani rappresenta: “La storia di una donna forte, che ha saputo affrontare situazioni difficili e, attraverso questa forza, recuperare e risollevarsi, è un po’ quello che accade nella nostra vita quotidiana. A ognuno di noi capitano cose spiacevoli, ci sono cadute dalle quali, a volte, si impara molto. C’è bisogno di avere strade diverse, aperture. E queste aperture vanno colte, attraverso una scelta che può incidere sulla nuova strada da percorrere.
È quello che stiamo cercando di fare nel sistema minorile – ha sottolineato Ostellari -, offrire percorsi in favore di chi ha sbagliato, di chi si trova qui recluso, affinché possa trovare un futuro migliore. Questo futuro si costruisce cogliendo le occasioni, scegliendo la strada giusta anche grazie agli strumenti che mettiamo a disposizione. La cultura è uno strumento importante, utile per riflettere, per guardarsi dentro, per scegliere la strada migliore e giusta. Tutti possiamo cadere in errore, l’importante è avere uno spazio per poter recuperare internamente ed esternamente”.
Sangermano ha espresso profonda gratitudine per la presenza di Monica Guerritore, definendola “una grandissima attrice” e sottolineando l’alto valore civile dell’iniziativa: “Il fatto che oggi sia qui è un segno di sensibilità civica molto importante, di attenzione alla sofferenza, perché il luogo della detenzione è comunque un luogo dove si vive un dolore pregresso che va mentalizzato, introiettato e superato. L’uomo non è mai la sua colpa, o almeno non è mai soltanto la sua colpa, e non può essere incapsulato nel suo errore o nel suo presunto errore”.
Accolta da grandi applausi, Monica Guerritore ha invitato i giovani spettatori a lasciarsi attraversare dal film, annotando, per il confronto finale, domande e riflessioni: “Ci saranno delle cose che vi colpiranno, perché l’interprete si mette nei panni, si affianca al personaggio di Anna Magnani e la fa diventare qualcosa che non è né Anna né io, ma l’incarnazione di quello che lei ha passato nella sua vita e che molti non conoscono. Di Anna Magnani conosciamo quello che ha fatto, nel bene e nel male. Era sgarbata? Era cupa? Era ingombrante? Sì, vediamo perché. Era una grandissima attrice? Vediamo perché…”
Poi le luci si sono spente e la palestra dell’istituto si è trasformata in un cinema. Per 112 minuti, il silenzio ha riempito lo spazio, catturando l’attenzione degli adulti, che già conoscevano l’artista e la storia di ‘Nannarella’, ma soprattutto dei giovani, trasportati nelle emozioni, a tratti struggenti, di una donna testarda, forte, popolare e magnifica: “la diva di noi altri”.

I lunghi applausi finali non hanno lasciato spazio a dubbi. Un ragazzo del pubblico ha detto all’artista: “Il film che hai fatto ha dato coraggio alle donne”. “Il coraggio di essere Anna – ha risposto la regista -, il coraggio di essere fino in fondo com’era. Se in ognuno di noi c’è un talento, va rispettato.”
L’incontro ha rappresentato un momento di dialogo autentico, in cui la storia di Anna Magnani — simbolo di autenticità, determinazione e dignità — si è intrecciata con il tema del riscatto personale. Il cinema, ancora una volta, si è dimostrato uno strumento potente di educazione, consapevolezza e speranza.