PNRR e efficienza della giustizia: prossimi al traguardo
13 Marzo 2026
Una recente pubblicazione dei Prof. Boeri e Perotti (Università Bocconi) porta il caso della Giustizia come esempio di inefficacia del PNRR. L’esperienza di attuazione del PNRR ha sicuramente avuto elementi di criticità, ma lo scenario descritto nello studio, richiamando dati parziali ed in alcuni casi errati, potrebbe indurre a una valutazione non corretta.
L’esperienza di implementazione del PNRR Giustizia ha prodotto fino ad oggi risultati importanti. Tutte le milestone e i target assegnati sono stati pienamente raggiunti e positivamente valutati dalla Commissione europea. Il Governo insediatosi ad ottobre 2022 ha tenacemente perseguito gli obiettivi che erano stati definiti dal precedente esecutivo, dando prova di senso di responsabilità. Sebbene lo sforzo richiesto si estendesse a molteplici ambiti (civile, penale, insolvenza) e livelli (organizzazione, edilizia, digitalizzazione), la collaborazione tra tutti gli attori del sistema ha consentito di attuare quanto previsto.
Gli obiettivi di efficientamento del sistema giudiziario sono stati sicuramente molto ambiziosi: ridurre del 40% (non del 56% come citato) il disposition time nazionale in ambito civile; ridurre del 25% (non del 28% come citato nello studio) il disposition time nazionale in ambito penale; ridurre del 90% l’arretrato civile, cioè i fascicoli pendenti da più di tre anni nei Tribunali e da più di due anni nelle Corti di Appello.
Rispetto al 2019, il disposition time dei processi civili si è ridotto del 27,5% e il disposition time dei processi penali si è ridotto del 37,8% (dati a giugno 2025). Quanto all’indicatore sull’arretrato, come noto, questo è stato sostituito con due indicatori del tutto analoghi utili a misurare correttamente lo sforzo profuso in due fasi: prima la riduzione dei procedimenti che aspettavano da più tempo di essere definiti (arretrato), poi la gestione tempestiva dei fascicoli più recenti. E i risultati dimostrano l’impegno profuso: i Tribunali hanno ormai ridotto l’arretrato 2019 di oltre il 95% e le pendenze 2022 dell’86,1%, le Corti d’Appello hanno esaurito di fatto l’arretrato 2019 e hanno ridotto le pendenze 2022 dell’86,7%.
La digitalizzazione ha subito una forte accelerazione. Il target relativo alla digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli è già raggiunto e a breve saranno rilasciati tutti i 6 sistemi di conoscenza integrati nel nuovo data lake. L’estensione del processo civile telematico ai procedimenti presso il Giudice di Pace e presso la Corte Suprema di Cassazione è stata completata nel 2023 così come la creazione della banca dati nazionale delle sentenze in ambito civile. Ma soprattutto, con un grade sforzo economico e organizzativo del Ministero, è stata conclusa la digitalizzazione del processo penale di primo grado.
Anche l’investimento in capitale umano è stato un successo e si è inserito nella più ampia strategia ministeriale di garantire per la prima volta una piena copertura delle piante organiche. Il Ministero si era impegnato ad assumere 5.410 unità di personale tecnico e due tranche di 8.250 addetti all’ufficio per il processo (AUPP), al fine di implementare innovazioni organizzative in Tribunali, Corti di Appello e Corte Suprema di Cassazione. A dicembre 2022 erano in servizio 9.586 unità di personale a fronte di un target atteso di 8.764. Nel 2023 la Commissione europea ha accordato la possibilità di prorogare il personale AUPP della prima tranche per non disperdere l’esperienza cumulata. Così, alla fine del 2025 il contingente in servizio era di 11.228 unità di personale, ed è proprio in ragione dell’efficacia dimostrata da questo investimento che il Governo si è impegnato a stabilizzare 9.368 dipendenti.
Le riforme e gli investimenti attuati nel sistema giustizia hanno certamente messo alla prova la capacità di tutte le articolazioni organizzative coinvolte ma per il Ministero della Giustizia il saldo è positivo. Il PNRR ha avuto il merito di definire una cornice entro la quale muoversi mantenendo sempre chiaro l’obiettivo di una Giustizia efficiente e di qualità. Nell’attuazione del Piano e del suo sistema di milestone e target il focus è stato mantenuto sempre sulle persone e sui risultati. Ma ciò che è più importante, il percorso è stato implementato con l’intento di renderlo strutturale e di motivare un cambiamento che continuerà, anche dopo aver onorato gli impegni assunti.
Davide Galli – Direttore generale dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del PNRR del Ministero della Giustizia
Per approfondimenti: https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.page?contentId=ART1495553