Penitenziaria, Nordio: “elemento fondamentale della giustizia”

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Un giorno di festa, anche se “sappiamo bene le condizioni difficili in cui lavorate”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rivolgendosi ai reparti di polizia penitenziaria schierati in piazza del Plebiscito a Napoli, in occasione della cerimonia per i 209 anni del Corpo.

In apertura, il Guardasigilli ringrazia il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il messaggio “nobile e significativo” inviato per le celebrazioni. E ricorda le vittime del Covid, suscitando gli applausi del pubblico: “oggi è la giornata che commemora questa sciagura che si è abbattuta sul Paese, che ha visto vittime anche nell’ambito della polizia penitenziaria. A queste persone va il nostro commosso, cristiano, riverente ricordo”.

Nella tradizionale rappresentazione, la giustizia regge in una mano la bilancia, nell’altra la spada. La penitenziaria rappresenta “un elemento fondamentale della giustizia”, sottolinea Nordio. “Una giustizia senza sanzione è una giustizia inutile, e soprattutto un’ingiustizia che genera la violenza”. La spada è però “senza impugnatura” e ferisce anche chi la impugna.

“Ogni reato è in realtà un piccolo fallimento dello Stato, il cui compito sarebbe prevenire il delitto prima ancora che reprimerlo”, prosegue Nordio. E proprio perché il crimine è una possibile componente della natura umana, “sia la giustizia nella sua manifestazione della bilancia che in quella della spada è un elemento necessario e fondamentale per la difesa della democrazia”, dice ancora il Guardasigilli.

La spada, la forza, è tuttavia mitigata da alcuni elementi. Quello costituzionale, che “vuole la pena non soltanto non contraria al senso dell’umanità, ma anche orientata alla rieducazione del detenuto”, spiega Nordio. E poi l’etica: quella che “deve vedere in ogni persona, anche la più debole, anche quella che ha sbagliato, anche quella che ha commesso un crimine, il riflesso della nostra debolezza, della nostra imperfezione”. In sintesi, l’umanità; quella che, sottolinea il Ministro, “voi dovete usare quando dovete controllare la vita di chi ha sbagliato e sta pagando il suo debito verso la giustizia”.

Il Guardasigilli parla della situazione carceraria in Italia. Essa “è disomogenea: accanto a istituti di eccellenza, altri risentono di decenni e decenni di trascuratezza. Stiamo cercando di rimediare”. L’obiettivo, prosegue il Ministro, resta quello di “migliorare la vostra condizione”. Il discorso di Nordio si conclude con un “abbraccio generalizzato” alle donne e agli uomini appartenenti alla polizia penitenziaria.