Nordio: “Tanto da fare, dall’organico dei magistrati al personale Pnrr”
24 Marzo 2026
“Se non avessi ritenuto che ne valeva la pena non mi sarei speso con tutte le mie forze”. E’ con questo animo pacato ma consapevole che il Ministro della giustizia Carlo Nordio volge lo sguardo ai mesi appena trascorsi e all’impegno profuso per provare a presentare, raccontare, spiegare la riforma della giustizia. Dalle urne il referendum è uscito battuto, 46,3% Sì – 54% No: “E’ una battaglia che io ho sostenuto, con il massimo del mio vigore, della mia energia, della mia convinzione” ha spiegato Nordio a Salvatore Merlo che lo intervista per Il Foglio, e quindi “é una sconfitta anche mia, di cui rivendico la paternità”.
“Rimpianti veri e propri non ne ho” riflette Nordio “forse un po’ di rammarico per come sono state interpretate alcune mie uscite pubbliche” dice, riferendosi alla oramai famosa citazione – ‘il Csm é un sistema paramafioso’ – copyright Nino Di Matteo, da lui ripetuta.
“Non lascio, c’é tanto da fare”. Guarda avanti il Guardasigilli, e intervistato da Virginia Piccolillo per il Corriere della sera, elenca i programmi per l’immediato futuro: “Dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia, ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr”. Si è speso molto Nordio: “Ho tenuto una media di quattro conferenze al giorno, solo nella convinzione di continuare il lavoro dell’ex partigiano Giuliano Vassalli per rendere il giudice terzo e imparziale”, ma come si dice “le battaglie più nobili sono quelle combattute con più energia. Anche quando vengono perdute”.