A Milano in mostra una Scuola di Atene “pop” fatta dai detenuti
25 Marzo 2026
Fino al 30 marzo, nella sala del foro romano della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, sarà possibile ammirare l’opera artistica “Raffaello in carcere”, creata da 100 detenuti. Ancora qualche giorno, dunque, per vedere l’arazzo nato nei laboratori ideati e realizzati dall’artista Mattia Cavanna.
I detenuti artisti hanno ripensato, con un linguaggio personale e contemporaneo, una delle più celebri opere del “divin pittore”: La Scuola di Atene. Il lavoro collettivo ha prodotto un arazzo di 8×3 metri, ispirato al Cartone preparatorio dell’affresco, rispettandone le dimensioni originali.
Gli autori hanno reinterpretato il capolavoro rinascimentale in chiave pop, sostituendo i filosofi dell’antichità in esso rappresentati con i propri modelli di riferimento: scienziati, sportivi, musicisti, attivisti del nostro tempo. Sulla tela compaiono tra i tanti Nelson Mandela, Alda Merini, Amy Winehouse, Diego Armando Maradona, Rita Levi Montalcini, Bob Marley, Rosa Parks e molti altri protagonisti della cultura contemporanea. I disegni che la compongono sono stati realizzati con pastelli a cera su scampoli di tela cuciti a mano.

Per 12 mesi, da marzo 2025 a marzo 2026, i detenuti degli istituti penali per i minorenni di Milano, Bologna, Roma e Napoli, quelli della casa circondariale di San Vittore di Milano e di Regina Coeli di Roma, e le detenute della Casa di reclusione femminile della Giudecca di Venezia, in collaborazione con l’associazione Liberi Dentro, hanno lavorato in parallelo. L’esperienza ha permesso a tutti i partecipanti di avvicinarsi alla bellezza e all’arte, di impegnarsi ed interrogarsi sui rispettivi personaggi di riferimento e di cimentarsi nelle tecniche artistiche scelte.

Il laboratorio artistico nel quale l’opera ha trovato forma è stato sviluppato dalla Fondazione Francesca Rava, sostenuto da Mediobanca nell’ambito del progetto “Orizzonti”, attivo presso numerosi istituti penali. Esso offre ai giovani detenuti opportunità concrete di inclusione, attraverso attività educative e formative per i giovani detenuti, e si inserisce nel quadro del protocollo d’intesa siglato nel 2024 dalla Fondazione con il dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità del Ministero.
Il 30 marzo la tela lascerà la veneranda Biblioteca Ambrosiana per un viaggio che la porterà in esposizione in alcuni degli istituti presso cui parti di essa sono state ideate e create, ed in alcuni importanti musei italiani. La narrazione della storia della realizzazione del lavoro collettivo è su RaiPlay Sound in un podcast di tre puntate dal titolo Raffaello in carcere, curato da Andrea Borgnino.

Nella giornata inaugurale svoltasi a Milano lo scorsa settimana diversi autorevoli rappresentanti delle istituzioni, dell’amministrazione penitenziaria, di Mediobanca, della Fondazione Rava ed una delegazione di detenuti hanno preso parte alla tavola rotonda, che ha anticipato il momento inaugurale, confrontandosi sul ruolo dell’arte nei percorsi educativi.
Un grande apprezzamento per l’iniziativa arriva dal capo Dgmc, Antonio Sangermano; essa, dice, è una “ricca occasione per i detenuti e chiara e significativa rappresentazione dell’efficacia educativa dell’arte”. Il presidente riconosce all’opera “un grande valore di sperimentazione concreta di forme espressive con linguaggi moderni e contemporanei”.
Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione, sottolinea l’importanza del progetto Orizzonti; il proposito, dice, è “continuare con impegno costante ad offrire ai detenuti strumenti efficaci per sviluppare competenze, ritrovare fiducia e poter costruire un futuro diverso”.
