Come si fa il caffè: 50 borse di studio per i detenuti da illy

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Cinquanta borse di studio per i detenuti dedicate alla formazione su produzione e trasformazione del caffè. A metterle sul tavolo è illycaffè, nota azienda familiare attiva da oltre 90 anni, in collaborazione con Seconda Chance, associazione no profit che crea ponti tra domanda e offerta di lavoro per i reclusi. Grazie a questa opportunità, potranno essere assunti in una caffetteria, o aprirla loro stessi a fine pena.

Dall’anno scorso illycaffè e Seconda Chance collaborano nelle case circondariali di Trieste, Udine e Pordenone. Negli ultimi mesi, alcune persone coinvolte nell’iniziativa sono state inserite in azienda: due le persone in esecuzione penale esterna già prese nello stabilimento di Trieste. L’obiettivo ambizioso è l’assunzione progressiva di 10 persone entro l’anno.

Con le circa 800 offerte di lavoro attivate sul territorio nazionale, Seconda Chance vuole essere una rete che garantisca un effettivo reinserimento dei detenuti. Per Flavia Filippi, fondatrice e presidente dell’associazione, l’obiettivo, dopo “la partnership con un’azienda di questo calibro” che “dà forza alla nostra squadra” è in programma la “conquista di altre aziende sensibili e disposte a venire con noi nelle carceri per valutare personale detenuto meritevole”.

La responsabilità delle imprese “va oltre il risultato economico” per Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè. “Offrire una seconda opportunità a chi sta cercando di ricostruire il proprio percorso di vita dopo la reclusione significa anche contribuire a diminuire il tasso di recidiva”, aggiunge.