Battocletti: “Diverse le medaglie, ma conta più il percorso del risultato”
29 Marzo 2026
Di ritorno dalla vittoriosa spedizione dei mondiali di atletica di Torun in Polonia, Nadia Battocletti, la campionessa delle Fiamme azzurre racconta a gNews le emozioni della gara che l’ha portata sul gradino più alto del podio e risponde ad altre curiosità.
Sulla competizione che l’ha vista vittoriosa qualche giorno fa, i 3.000 mt femminili indoor, Nadia ricorda: “Non ero la favorita della gara, perché venivo da un periodo di scarso recupero fisico, anche se sognavo di poterla vincere. La gara è diventata subito tattica e mi ha messo un po’ in difficoltà anche a causa della specificità dell’indoor, dove il contatto tra atlete è possibile in ogni momento. Si deve essere molto concentrati. Poi il finale è il mio punto forte e infatti ho accelerato, così tanto che la velocità degli ultimi 500 metri è stata superiore ad altre gare come i 1.500 mt. Ma non faccio classifiche delle vittorie e anche se le medaglie sono diverse, conta più il percorso che il risultato”.
Spazio poi, dopo l’analisi della gara, a qualche domanda sull’atletica e sulla storia di Nadia tra famiglia e Fiamme azzurre.
A proposito di percorsi. Che differenze trovi tra indoor e outdoor?
La pista outdoor non ha curve paraboliche, che presentano la difficoltà di affrontare la curva con una pericolosa pendenza. Preferisco sicuramente le competizioni all’aperto, ma quest’anno ho deciso di partecipare a questo grande appuntamento, anche se al momento la superficie che preferisco è la classica pista di atletica da 400 metri. Adoro però impegnarmi per adattarmi alle diverse superfici, con le diverse condizioni climatiche, perché sono una di quelle atlete che corrono tutto l’anno.
La corsa è sempre stato il centro della tua vita come lo è adesso da atleta professionista?
Ho cominciato a correre a 7 anni e ora la considero anche una specie di valvola di sfogo. Capita al termine delle sessione di allenamento, abbia ancora voglia di fare qualche corsa extra.
La famiglia che ruolo ha avuto nella scelta di questa disciplina?
Ovviamente essere cresciuta in una famiglia di atleti mi ha aiutato (i genitori sono il mezzofondista e maratoneta Giuliano Battocletti e l’ottocentista Jawhara Saddougui); da bambina lo consideravo un hobby. Può sembrare strano, ma l’atletica è arrivata per caso e poi me ne sono innamorata. Dai miei genitori ho appreso i valori dello sport: con mia madre ho iniziato a fare le prime corse e seguendo mio padre ho assistito alle prime competizioni di atletica.
Quindi non ha mai valutato altri sport oltre a quello di famiglia?
Sono cresciuta vicino a tante strutture sportive. Fino ai 15 anni, infatti, ho praticato molti sport come arrampicata sportiva, golf, tennis, basket, pallavolo, basket e anche badminton e hockey su erba, poi mi sono concentrata solo sull’atletica.
Tra poco, il 12 aprile, spegnerai 26 candeline. Se ti volti indietro cosa vedi? Che bilancio fai dei risultati ottenuti fino a oggi?
Per me il bilancio è sicuramente positivo; all’inizio puntavo solo al titolo italiano e quando penso a quello che ho raggiunto, alla strada che ho fatto grazie al mio staff, mi emoziono. Prossimi obiettivi sono i Campionati europei su pista ad agosto. Per ora invece non penso ai Giochi di Los Angeles 2028.
Com’è cambiata la tua carriera da quando nel 2018 ti sei unita alle Fiamme azzurre della Polizia penitenziaria?
Per me è stata grande occasione, perché ho trovato una stabilità economica e organizzativa per muovere i primi passi e crearmi un futuro. Con le Fiamme azzurre ci si allena senza stress ed è stato molto importante per la mia crescita come atleta. Non posso che ringraziare i tecnici del Corpo che mi seguono. E’ una gioia far parte di questo Gruppo.
Sua madre in una intervista ha detto: “Studia e fa atletica, mi chiedo come riesca ad organizzarsi, però trova tempo per tutto”. Come riesce a organizzarsi?
Mi servirebbero giornate infinte, però quando si ottengono risultati positivi trovi la forza di continuare. In ogni caso, ora sono felice perché sono alla fine del percorso universitario.