Carceri: “Abbracci in Libertà” a Roma Rebibbia
2 Aprile 2026
È stato inaugurato ieri, nell’area esterna della Casa circondariale Raffaele Cinotti di Roma Rebibbia Nuovo Complesso, lo spazio “Abbracci in Libertà”, un progetto realizzato dalla Fondazione Santo Versace con lo scopo di tutelare la genitorialità e garantire la continuità affettiva tra i papà detenuti e i loro figli. Una iniziativa fortemente voluta da Francesca De Stefano e Santo Versace e realizzata anche grazie al sostegno di Banca del Fucino. Presenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele.
Un primo intervento era stato portato a termine con successo nella Casa di reclusione di Milano Bollate, dove nel maggio 2025, a seguito di riqualificazione dell’area esterna non utilizzata del reparto femminile, venne inaugurato uno spazio accogliente pensato come punto d’incontro, relazione e socialità per le madri detenute e i loro figli.
Ieri il progetto è stato replicato nel carcere romano di Rebibbia, per consentire anche ai papà detenuti di potersi riunire con i loro figli in uno spazio caldo e accogliente a misura di bambino. Un parco verde con un’area giochi dedicata ai più piccoli, che aiuterà a sostenere il legame padre-figlio e che, attraverso il linguaggio della bellezza, regalerà momenti di serenità e amore, per condividere appunto degli abbracci in libertà.

«I bambini sono innocenti e, se non possono abbracciare il loro papá che sta scontando una pena detentiva, sono loro ad averne una che non meritano perchè non hanno fatto nulla di male. Consentir loro di giocare col loro papá, di abbracciarlo è molto importante. Poi è importante anche rafforzare la dimensione rieducativa della pena, mantenere i legami sociali delle persone detenute aiuta anche per il loro reinserimento nella societá. Questo è un progetto molto bello e ringrazio davvero la Fondazione Versace», ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
«Crediamo che la dignità della persona passi anche dalla possibilità di custodire i legami affettivi: offrire ai padri detenuti uno spazio dove incontrare i propri figli significa proteggere una relazione fondamentale per il loro futuro», ha affermato Santo Versace. Per Francesca De Stefano «questo progetto nasce da una convinzione semplice: la pena non deve ricadere sui bambini. Per questo abbiamo immaginato uno spazio dove la bellezza possa diventare uno strumento di cura e di relazione, capace di custodire il legame tra un padre e suo figlio».
Per la direttrice dell’istituto Maria Donata Iannantuono «non è il risultato di un’azione isolata dell’Amministrazione Penitenziaria, ma il frutto prezioso di una collaborazione con il privato sociale. È la dimostrazione che quando le istituzioni e il terzo settore dialogano, il carcere smette di essere un corpo estraneo alla città per diventare un luogo di civiltà e di investimenti sul futuro».
La progettazione dello spazio verde è stata affidata allo Studio IDEAS (Milano), società di architettura e ingegneria attiva nella riqualificazione di spazi aperti e rigenerazione urbana. Tutti i materiali utilizzati, le distanze e le strutture installate rispondono rigorosamente ai requisiti previsti dalla normativa, offrendo uno spazio sicuro, accogliente e a misura di bambino. Oltre alla sicurezza, il percorso si basa sui valori fondamentali della Fondazione Santo Versace: amore, dignità, solidarietà, trasparenza, concretezza.