Cena Galeotta: la brigata di cucina della Dogaia

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Vellutata di carote arrosto con crumble alle erbette, risotto con crema di piselli, stracciatella e limone, coppa di maiale con spinaci e carote e per finire panna cotta alla vaniglia. Questo l’invitante menù preparato e servito dai detenuti che frequentano le due sezioni dell’Alberghiero interno al carcere della Dogaia di Prato.

L’evento Cena Galeotta, nato dall’idea di tre consiglieri della Fondazione cassa di Risparmio di Prato, ha trasformato l’istituto penitenziario in un insolito ristorante e i detenuti in cuochi professionisti. Mettendo in pratica quanto appreso in aula dai docenti dell’istituto di istruzione superiore Francesco Datini e con l’aiuto del direttore dell’istituto, Luca Cicerelli, e la dirigente scolastica, Francesca Zannoni, le persone detenute hanno servito ai tavoli le pietanze preparate con cura e dedizione.

   

“Organizzare una cena per ospiti esterni è stata un’occasione unica per i nostri studenti delle sezioni carcerarie. I ragazzi hanno dato il massimo e sono riconoscenti per la possibilità di mettere in pratica quanto appreso durante le ore di lezione”, sottolinea Francesca Zannoni.

Tra gli ospiti, la presidente della Fondazione cassa di Risparmio di Prato, Diana Toccafondi, con numerosi componenti del consiglio di amministrazione e del consiglio di indirizzo, e la direttrice della Società della Salute, Lorena Paganelli.

“Questa meravigliosa serata e la collaborazione continua con la Fondazione cassa di Risparmio e l’istituto Datini, costituiscono l’assolvimento concreto del mandato che la nostra Costituzione demanda all’amministrazione Penitenziaria, alle istituzioni e ai cittadini. Grazie a queste iniziative, l’istituto di Prato vede la partecipazione congiunta della società e degli enti del territorio nell’opera di rieducazione e inclusione sociale delle persone detenute”, ha sottolineato il dirigente penitenziario.

Durante la cena, che si è tenuta il 31 marzo, alcuni detenuti, hanno raccontato le loro storie personali ed esternato i loro timori legati alla vita carceraria, regalando un momento di forte emozione e confessando agli ospiti presenti che la strategia adottata per superare la paura di perdere i contatti col mondo esterno, con familiari e amici è aggrapparsi alle attività trattamentali che vengono proposte, dallo sport alla formazione.

 

La presidente della Fondazione ha spiegato: “L’evento ha dimostrato che il carcere e le persone detenute possono incontrare la realtà esterna e da questo incontro può nascere un dialogo utile a tutti”, ha poi ricordato: “La Fondazione da tempo ha scelto di impegnarsi per supportare la comunità della casa circondariale e venire incontro ai suoi tanti problemi. Negli ultimi anni abbiamo provveduto all’acquisto di materassi, televisori e, di recente, lavatrici e asciugatrici per le sezioni di massima e media sicurezza, nonché di macchinari per la disinfezione, che gli stessi detenuti potranno utilizzare dopo un’apposita formazione. Altri contributi sono stati assicurati all’associazione Barnaba per l’acquisto di kit di prima accoglienza e indumenti per detenuti privi di risorse e di sostegni familiari. La Fondazione, inoltre, da anni è impegnata a sostenere il progetto di animazione culturale, incontri e formazione teatrale condotta dentro la Dogaia da Metropopolare”.