Ostellari: “Detenzione e ricostruzione. Lavoriamo per un carcere così”
8 Aprile 2026
“Il carcere non deve essere solo un luogo di detenzione, ma anche di ricostruzione, e noi abbiamo sempre lavorato perché lo sia davvero”, ha dichiarato il Sottosegretario Andrea Ostellari che ha partecipato oggi, assieme a Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi, all’incontro che si é tenuto presso il carcere romano di Rebibbia, dedicato al progetto “Laboratorio di poesia e arte in carcere e a scuola”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso delle celebrazioni francescane e nasce come sviluppo di una lunga esperienza di laboratori poetici nelle carceri di Rebibbia, Regina Coeli e Poggioreale. Il progetto, dopo una prima parte dedicata alla parola di San Francesco, che ha prodotto un libro e un documentario, punta ora a consolidare l’esperienza già avviata e ad ampliarla attraverso un dialogo tra istituto penitenziario e scuola. Secondo la documentazione progettuale, il laboratorio per l’anno 2025-2026 prevede attività continuative negli istituti penitenziari di Rebibbia Nuovo Complesso e Regina Coeli, con lezioni di scrittura creativa, lettura dei classici, letteratura e pensiero critico, e il coinvolgimento di un istituto scolastico partner, dove studentesse e studenti saranno chiamati a leggere, ascoltare e rielaborare poeticamente e visivamente i testi nati in carcere. Il progetto culminerà in una mostra-evento delle elaborazioni poetiche e artistiche realizzate dalle persone detenute e dagli alunni della scuola.

All’incontro, che si é tenuto presso la Biblioteca centrale dell’istituto, hanno partecipato, tra gli altri, Ernesto Napolillo, direttore generale per i Detenuti e il Trattamento, Maria Donata Iannantuono e Alessandra Bormioli, direttrice e vice direttrice dell’istituto penitenziario, e il Comandante Primo Dirigente Sarah Brunetti.
Hanno portato la loro esperienza Allegra Franciosi e Asia Vaudo che conducono il laboratorio di poesia attivo nel reparto G9, e che, come hanno ricordato: “Affonda le proprie radici nell’intuizione originaria della poetessa Zingonia Zingone, avviata nel 2015”. Nella loro testimonianza, la poesia viene descritta non soltanto come esercizio di scrittura, ma come “spazio vivo di parola, ascolto, consapevolezza e responsabilità, capace di contribuire concretamente al percorso rieducativo e di reinserimento sociale delle persone detenute”.
“Lavoro, formazione, cultura e la costruzione di un sistema in cui nessuno viene lasciato solo, ma in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte, con responsabilità – ha sottolineato Ostellari nel suo intervento – sono gli strumenti concreti sui cui l’Amministrazione investe, perché si possa realizzare la ricostruzione dell’individuo. È un impegno che continueremo a portare avanti anche attraverso iniziative culturali come questa, perché sono parte integrante di un percorso che dà prospettiva ai detenuti e migliora il lavoro di tutti all’interno degli istituti”.

La visita dell’8 aprile rappresenta un importante momento di riconoscimento istituzionale per un’esperienza che il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi ha scelto di sostenere in piena coerenza con il messaggio francescano. Il presidente Rondoni ha richiamato più volte il valore di San Francesco come figura capace di parlare al presente attraverso la pace, la coesione, il perdono e la libertà, ricordando espressamente l’impegno del Comitato nel promuovere iniziative “nelle carceri” e “nelle scuole” e sottolineando che la pace e la libertà vera passano dalla capacità di perdonare e di ricomporre ciò che appare spezzato.
“San Francesco – ha ricordato Rondoni – ci insegna a guardare ogni persona non per l’errore o per la ferita che porta, ma per la possibilità di bene e di rinascita che custodisce. In carcere la poesia può diventare un gesto di libertà vera: una parola che rimette in moto coscienza, dignità e responsabilità”.
Durante l’incontro alcuni detenuti che hanno partecipato ai laboratori hanno poi letto le loro poesie.