Camera, Nordio in aula risponde al question time

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha risposto nell’aula della Camera dei deputati a tre interrogazioni a risposta immediata:

  • con riferimento al trattamento e all’acquisizione di categorie particolari di dati personali, nonché di dati contenuti in dispositivi, sistemi informatici, telematici e memorie digitali, e alla delega conferita al Governo dall’articolo 5 L. 17 marzo 2026, n. 36 (legge di delegazione europea 2025), da esercitare entro sei mesi dall’entrata in vigore, gli interroganti – Pittalis, Bellomo, Calderone e Costa – chiedono se il Governo non ritenga di contenere i tempi di definizione dello schema di decreto legislativo alla luce dell’incidenza del tema sui diritti della persona di cui all’articolo 15 della Costituzione;

  • con riferimento alle criticità emerse circa il raggiungimento degli obiettivi in materia di giustizia civile nell’ambito del Pnrr, Rosato ed altri firmatari, chiedono di sapere quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, il Governo intenda adottare, con la massima urgenza, per il raggiungimento degli stessi e, in particolare, per favorire l’estensione della mediazione obbligatoria alle altre materie vertenti su diritti disponibili e trattabili nel giudizio ordinario e il ricorso sistematico alla mediazione demandata nei procedimenti civili ad elevata mediabilità, che al giugno 2024 – come riportato da Il Sole 24 ore – gli importi riconosciuti a titolo di bonus mediazione ammontavano ad appena lo 0,4 per cento dei fondi stanziati per il 2023, lasciando inutilizzato il 99,6 per cento delle risorse disponibili, verosimilmente anche a causa di una carente informazione rivolta al pubblico;

  • la legge 9 agosto 2024, n. 114 (cosiddetta «legge Nordio»), ha disposto l’abrogazione integrale dell’articolo 323 del codice penale, cancellando dall’ordinamento il delitto di abuso d’ufficio. Recentemente, l’articolo 7 della ‘direttiva anticorruzione’, approvata il 25 marzo 2026 dal Parlamento europeo, ha imposto agli Stati membri un obbligo di incriminazione «dell’esercizio illecito di funzioni pubbliche»; l’Autorità nazionale anticorruzione ha segnalato i vuoti di tutela che avrebbero lasciato l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite. L’onorevole D’Orso e gli altri interroganti chiedono di sapere se il Governo  intenda adottare opportune iniziative normative volte a rivedere le scelte operate con la legge n. 114 del 2024 e a reintrodurre nell’ordinamento penale il reato di abuso d’ufficio, onde garantire la tutela dei diritti dei cittadini di fronte ai poteri pubblici, scongiurando, altresì, l’avvio di imbarazzanti e onerose procedure di infrazione