Il ricordo di Pietro Scaglione e Antonio Lorusso, vittime di mafia
5 Maggio 2026
Sono trascorsi cinquantacinque anni da quel tragico primo agguato di mafia a un uomo delle istituzioni.
E’ il 5 maggio 1971, Pietro Scaglione, procuratore capo della Repubblica di Palermo, e il suo autista, Antonio Lorusso, appuntato degli agenti di custodia, assegnato alla Casa di Reclusione Ucciardone, con l’auto di servizio stanno raggiungendo, come ogni giorno, il Palazzo di Giustizia, quando vengono blocccati da un’altra automobile e colpiti da numerosi colpi di arma da fuoco. E’ il primo omicidio “eccellente” commesso da Cosa nostra nel dopoguerra. Un evento che infrange un limite, che segna il superamento di un confine, “un punto di non ritorno”, come lo definisce Alberto Sensini, all’indomani del delitto, nell’editoriale del Corriere della Sera.
Il magistrato siciliano, a capo della Procura di Palermo dal 1962, aveva condotto una pervicace attività investigativa, occupandosi del bandito Salvatore Giuliano e della strage di Portella della Ginestra; si era dedicato, inoltre, all’inchiesta sulla strage di Ciaculli, maturata durante la prima guerra di mafia, svelando le trame che legavano le organizzazioni criminali a rappresentanti politici locali, con indagini che riguardavano, al tempo stesso, Cosa Nostra e amministratori pubblici. Giovanni Falcone scrisse che, con l’assassinio di Pietro Scaglione, Cosa Nostra voleva dimostrare che non era stata intimidita dalla repressione giudiziaria e che era pronta a colpire chiunque ostacolasse la sua azione.
Uomo di Stato integerrimo, Pietro Scaglione, nel 1991, con decreto del ministero della Giustizia e parere favorevole del Consiglio superiore della magistratura, è stato ufficialmente riconosciuto “magistrato caduto vittima del dovere e della mafia”.
Per il sacrificio nell’adempimento del servizio, anche ad Antonio Lorusso è stato riconosciuta, dal ministero dell’Interno, l’onorificenza di “vittima del dovere”, e gli è stata intitolata la Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo, oltre a una strada, a Ruvo di Puglia, suo paese natale.