Residenze per detenuti, Nordio: “Uniamo certezza pena e rieducazione”

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“Coniughiamo la certezza della pena, perché si tratta di un’espiazione di pena, seppur in misura differenziata, con l’attività rieducativa prevista dalla Costituzione”. A dirlo è il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante la conferenza stampa di presentazione dell’elenco nazionale delle strutture esterne per i detenuti privi di domicilio.

Durante l’evento nella sala Livatino di via Arenula, il Guardasigilli ha illustrato i contenuti del “Regolamento recante le disposizioni in materia di strutture residenziali per l’accoglienza e il reinserimento sociale dei detenuti” (d.m. n. 128/2025), attuativo dell’articolo 8 del decreto “Carcere sicuro”. “Un mondo nuovo”, per stessa definizione del Ministro; e un modo nuovo di concepire l’espiazione della pena.

Il provvedimento, ha spiegato il Guardasigilli, “consente ai detenuti che avrebbero diritto agli arresti domiciliari di trovare sistemazione in strutture idonee, che attualmente non esistono”. Secondo gli ultimi dati disponibili, sono tra 2.500 e 3.000 i beneficiari che potrebbero accedere a questo tipo di misura alternativa, ma che tuttavia non hanno un domicilio.

“Il domicilio glielo troviamo, associato anche a un’attività lavorativa – ha sottolineato il Ministro -, di modo che, espiata una pena a domicilio, trovino un lavoro retribuito e dignitoso”. Tra gli obiettivi c’è anche l’abbattimento della recidiva: è dimostrato che il 98% dei condannati che all’uscita dal carcere trova un lavoro non commette ulteriori reati.

A poter accedere a queste strutture sono le persone detenute che hanno da scontare gli ultimi 8 mesi di pena. Di assoluta novità è la “stipula” di una sorta di “patto di reinserimento”: la persona reclusa che abita nella struttura verrà avviata al lavoro o a un corso di formazione.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Andrea Ostellari.

Ma cosa sono queste strutture? Si tratta di residenze che possono essere gestite da diversi tipi di enti – pubblici, locali, anche del terzo settore, con particolari requisiti culturali, sociali e formativi. Per selezionarle è stato diffuso un avviso pubblico il 30 marzo scorso sul sito istituzionale del Ministero. I termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse scadono il prossimo 30 maggio, ma è prevista la riapertura di una nuova finestra temporale per presentare domanda.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche il viceministro Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario Andrea Ostellari, il sottosegretario Alberto Balboni, il capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano.

Presenti all’evento il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, la componente del Collegio del garante per i diritti dei detenuti, Irma Conti, e Salvatore Sciullo, vicepresidente della Camera penale di Roma. Gli ospiti hanno espresso la loro soddisfazione per questa misura innovativa.