Nordio: “I detenuti possono e devono avere diritto al lavoro”

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Ridurre la logica carcerocentrica, garantendo al contempo la sicurezza sociale. Questo è il senso delle misure adottate e da adottare per le carceri, che il ministro Carlo Nordio ha illustrato durante l’intervista del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. Il dialogo tra il Guardasigilli e il giornalista è stato trasmesso al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento.

Tra le misure c’è l’elenco nazionale delle strutture esterne per i detenuti senza domicilio, oggetto, ieri, di una conferenza stampa presso la Sala Livatino del Ministero. “Abbiamo concluso un iter – ha detto Nordio a Chiocci – che consentirà ai detenuti che hanno diritto agli arresti domiciliari, ma che non avendo domicilio devono restare in carcere, di stabilirsi in strutture protette delle quali stiamo facendo l’elenco, dove possono e devono iniziare un percorso di lavoro”.

 

Residenze detenuti, Nordio: “Uniamo certezza pena e rieducazione”

 

E proprio sull’attività lavorativa per le persone recluse si concentrano le energie del Ministero. “Le nostre direttive su questo sono assolutamente chiare, come è chiaro l’indirizzo costituzionale”, ha detto il Guardasigilli; “naturalmente – ha proseguito – ci sono dei casi di detenuti per reati estremamente gravi per i quali queste attività sono impossibili. Ma una buona parte dei detenuti possono e devono avere il diritto al lavoro”.

Nordio ha parlato anche dei suicidi in carcere, e ha sottolineato che non c’è un rapporto di causa-effetto con i suicidi. Le carceri affollate creano “aggressività” e “molte altre forme di disagi”; ma i suicidi “nascono nella solitudine, non nascono nella promiscuità”.

Tornando al sovraffollamento, Nordio ha annunciato una misura imminente, ossia la “detenzione differenziata” per i detenuti che hanno commesso reati legati al loro stato di tossicodipendenza. Queste persone, che rappresentano almeno il 20% della popolazione carceraria, verranno collocate in “comunità certificate dove possano essere curate e nello stesso stesso tempo, anche qui, avviate al lavoro”.

Tema collegato al mondo penitenziario è anche l’introduzione del gip collegiale: l’obiettivo è deflazionare i casi di custodia cautelare. “Entro fine anno colmeremo l’organico della magistratura in servizio con 1.500 nuovi magistrati”, ha confermato il Ministro; e con la pianta al completo, sarà possibile avviare tale misura.

Dall’altro lato, con il Piano carceri, sono in via di recupero nuovi posti detentivi, ed “entro un anno e mezzo saranno ce ne saranno a disposizione 10mila”, ha ribadito il Guardasigilli. Spazio poi ai temi di stretta attualità: dal caso Garlasco, alla condanna dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro, alla vicenda della grazia a Nicole Minetti.