Spoleto, Seconda chance per dare un’occasione ai detenuti

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Si è tenuto ieri, nella casa di reclusione di Spoleto, il primo vertice operativo territoriale di Seconda chance, l’associazione no profit che mira a far conoscere i benefici della Legge Smuraglia, sia per favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute sia per far conoscere le agevolazioni fiscali di cui può godere chi li assume.

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Nata nel 2022, dall’attività della giornalista Flavia Filippi, l’associazione è diventata una realtà nazionale con referenti e collaboratori in tutta Italia. L’obbiettivo è coinvolgere imprese e cercare adesioni per attivare accordi con il mondo dell’imprenditoria e facilitare il percorso di inserimento lavorativo extramurario. Sulla base di un protocollo d’intesa siglato con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Seconda chance ha permesso l’inserimento professionale di quasi novecento soggetti a livello nazionale.

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Valentina Sabatini, rinomata imprenditrice di Spoleto, ha promosso l’iniziativa coinvolgendo oltre 30 rappresentanti del mondo imprenditoriale della Valle Umbra e di Spoleto. All’evento hanno partecipato Bernardina Di Mario, direttrice dell’istituto, Flavia Filippi, presidente di Seconda Chance, e Pietro Francia, responsabile dell’associazione per l’Umbria.

“Insieme a Flavia Filippi – ha detto Valentina Sabatini – è stato un onore per me facilitare il primo contatto in Umbria di questa associazione, dando così l’opportunità alla casa di detenzione e alle imprenditorie del territorio di conoscere con altri occhi le opportunità sia da un punto di vista di reclutamento del personale sia da un punto di vista di recupero personale. È importante ricordare che il luogo della detenzione ha come fine ultimo proprio quello di redimere e di riformare la persona rispetto al suo passato”.

Durante l’incontro è emersa la necessità di creare una rete tra istituzioni, sistema penitenziario e imprese, al fine di concretizzare i dettami costituzionali in materia di reinserimento lavorativo delle persone private della libertà. L’iniziativa verrà proposta ad altre strutture detentive umbre con l’obiettivo di incentivare l’assunzione e abbattere il rischio di recidiva.

“Il principale problema in Italia dei detenuti che tornano in libertà – ha detto il consigliere regionale, Matteo Giambartolomei, – è quello di trovare solo il deserto senza più una famiglia, senza più amici. Spesso all’uscita l’unico mondo ad aspettarli è quello della criminalità. Dare un’occasione lavorativa di questo genere permette di tornare a guardare positivamente la società”.

Credit foto Associazione Seconda chance