Laboratori genetici europei: convegno internazionale a Roma

Laboratori genetici europei: convegno internazionale a Roma
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La prossima settimana, riflettori puntati sulla cooperazione forense dei laboratori genetici europei e sulle attività del Laboratorio Centrale presso la Banca Dati Nazionale del DNA ‘Grazia De Carli’. L’11 e 12 giugno la Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale ‘Piersanti Mattarella’ di Roma ospiterà il convegno internazionale “Comparative Anatomy of European Biobanks and Laboratories that Feed National Dna Databases with Reference Profiles”.

L’iniziativa, promossa dal dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nell’ambito del Progetto 25.1.DA.ISF e finanziata dal Programma Nazionale Fondo Sicurezza Interna (ISF) 2021–2027, rappresenta un importante momento di confronto tra alcune delle più autorevoli realtà europee operanti nel settore della genetica forense. L’evento riunirà esperti, ricercatori, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni provenienti da diversi Paesi europei e dagli Stati Uniti per discutere il ruolo delle biobanche e dei laboratori che alimentano le banche dati nazionali del Dna, strumenti sempre più centrali nelle attività di identificazione e nelle indagini criminali.

Le banche dati del Dna, infatti, rappresentano oggi uno degli strumenti investigativi più avanzati a disposizione degli Stati e il loro funzionamento si fonda innanzitutto sulla qualità del lavoro svolto quotidianamente nei laboratori. Dietro ogni profilo genetico utilizzato a fini investigativi vi sono procedure rigorose, elevati standard scientifici e professionalità altamente specializzate che trasformano un campione biologico in un dato affidabile e utilizzabile. Per questo il convegno non sarà soltanto un’occasione per confrontarsi su tecnologie e sistemi informativi, ma anche per condividere esperienze, modelli organizzativi e buone pratiche sviluppate nei diversi contesti nazionali. In un settore in cui la criminalità supera sempre più spesso i confini geografici, la cooperazione internazionale e l’armonizzazione degli standard scientifici rappresentano fattori strategici per garantire efficacia investigativa, tutela dei diritti e affidabilità dei risultati.

Al convegno prenderanno parte esperti e rappresentanti istituzionali provenienti da Francia, Svizzera, Romania, Norvegia, Spagna, Austria e Stati Uniti. Tra i relatori attesi spicca il professor Bruce Budowle, figura di riferimento mondiale nel settore ed ex dirigente dell’FBI, considerato uno dei protagonisti dello sviluppo della genetica forense moderna.

Il programma delle due giornate di lavori prevede un ampio confronto su questioni tecniche, giuridiche ed etiche del flusso di lavoro nei laboratori europei, l’illustrazione del modello italiano della Banca Dati del DNA e la presentazione di alcuni casi di studio con testimonianze di rappresentanti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, del Servizio di Polizia Scientifica e del Coordinamento Attività Informativa del Comando Generale della Guardia di Finanza, oltre che di personale dei ruoti tecnici del Corpo di polizia penitenziaria in servizio presso il Laboratorio.

I lavori si apriranno alle ore 9 di giovedì 11 giugno con il saluto introduttivo del primo dirigente di Polizia penitenziaria Daniela Caputo, direttore del Laboratorio. A seguire, gli interventi del dirigente generale di Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello, del direttore generale per il Coordinamento delle politiche di coesione Gabriella De Stradis, del direttore generale Detenuti e trattamento Ernesto Napolillo e del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele.

L’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio concluderà la prima sessione mattutina dei lavori, a conferma del rilievo istituzionale e scientifico del progetto e del ruolo sempre più centrale del Laboratorio Centrale dell’Amministrazione Penitenziaria e della genetica forense nel supporto alle attività investigative e nell’accertamento della verità.