“Nessuno si giri dall’altra parte”: intesa per tutela testimoni
3 Giugno 2026
“La firma di questo protocollo rappresenta un primo passo importantissimo. Ci dice che la Regione e le istituzioni di questo territorio non si girano dall’altra parte e sono a fianco di chi denuncia”. Lo ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Torino e della Direzione distrettuale antimafia, Giovanni Bombardieri, commentando l’importanza dell’Intesa che dà attuazione alla misura regionale a sostegno dei testimoni di giustizia.
“L’accordo, un unicum e il primo in Italia, testimonia la vicinanza e il sostegno a chi sceglie di denunciare – sottolinea il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – mettendo a rischio la propria vita e la stabilità dell’intero nucleo familiare”. La convinzione che il contrasto alla criminalità organizzata passi per un forte spirito di collaborazione tra istituzioni è il fondamento dell’intesa per il prefetto Donato Cafagna, che in questa sede ha rappresentato tutte le prefetture del Piemonte.
Con questo strumento legislativo sarà possibile per la Regione integrare le risorse statali con i fondi regionali, rendendo immediato e più consistente il supporto economico ai beneficiari, senza però sovrapporsi al sistema nazionale di protezione e assistenza.
L’obiettivo condiviso dai soggetti firmatari è quello di tutelare maggiormente i testimoni nel periodo che intercorre tra il momento della testimonianza e quello in cui l’organo competente, la Commissione centrale per la definizione e l’applicazione delle speciali misure di protezione, delibera lo status di testimone, grazie al quale vengono attivate le tutele previste dalla legge.
La Regione ha messo a disposizione circa 800.000 euro, a valere sul fondo antiusura, che si traducono poi in un contributo economico di 3.000 euro per ciascun testimone. È garantita la massima riservatezza dei dati personali.