Aiga, Sisto: “60 anni a guardia del ruolo costituzionale dell’Avvocato”

Sisto (foto Repubblica)
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“L’articolo 24 della Costituzione, il pilastro del diritto di difesa, la prima cosa che dice è che tutti hanno diritto a una difesa” così il viceministro Francesco Paolo Sisto, intervenendo in videocollegamento alla cerimonia per il sessantesimo anniversario dell’Associazione italiana giovani avvocati, che si svolgerà in due giornate, a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio e l’Auditorium Antonianum.

“Sessant’anni di battaglie in nome della salvaguardia della funzione sociale e del ruolo costituzionale dell’Avvocato, soggetto essenziale allo Stato di diritto, presidio di legalità e centralità del diritto di difesa delle insopprimibili garanzie difensive”. Questo uno dei passaggi del comunicato dell’Aiga di convocazione della due giorni che vedrà presenti, fra i tanti, rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura, da Stefano Mogini e Giulio Romano, rispettivamente presidente e procuratore generale aggiunti della Corte di cassazione, all’avvocato Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense,  passando anche per i politici che hanno aderito alla cerimonia, Jacopo Morrone, già sottosegretario alla giustizia, in veste di delegato del presidente della Camera dei Deputati.

“Ma cosa é un avvocato? Io sostengo che l’avvocato  – ha proseguito Sisto nel suo collegamento – essendo scelto dai cittadini, non ha soltanto una funzione tecnico-giuridica o difensiva, ma ha una funzione sociale. Noi rappresentiamo i cittadini all’interno del processo, siamo noi i portatori di quegli interessi diretti dei cittadini, perché veniamo siamo scelti  e, in quanto tali, abbiamo una grande responsabilità: portare i cittadini all’interno della giustizia, controllando il rispetto delle regole”.

Sisto ha sottolineato con forza che é l’affermazione del diritto di difesa, inserito nella Carta dei diritti e dei doveri, che “deve dare la forza a un avvocato e lo deve accompagnare nel percorso”. E di ‘dignità’ ha parlato quando, ricordando il rapporto personale che lo lega al Presidente dell’Aiga, Luigi Bartolomeo Terzo, ha spiegato come non sia affatto secondario, perché: “Il rapporto personale costituisce il punto di riferimento dell’intera avvocatura. In un tempo di Intelligenza Artificiale, in cui si cerca di toglierci la meritocrazia e l’imperfezione, i rapporti personali, de visu, sono quelli che noi riteniamo fondamentali. Pensate all’oralità del processo:  riportare l’oralità nel processo, civile soprattutto, é un dovere per restituire smalto e dignità all’avvocatura”.