Balboni: “Un sistema giustizia più
efficiente e vicino ai cittadini”

Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni (foto Ministero della Giustizia)
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Condizioni delle carceri, con attenzione per chi là dentro lavora e chi invece vi é ristretto. Magistrati onorari, cui è stata garantita dopo tanti anni la stabilizzazione, la parificazione delle tutele  e la cessazione della precarietà. Sono solo alcune delle priorità cui ha fatto riferimento il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, di nomina relativamente fresca.

Intervistato da Vincenzo Caccioppoli per la rivista online Affari italiani, il sottosegretario ha ricordato le molte assunzioni di personale nel settore penitenziario: “Dal 2022 a oggi oltre 15mila nuovi agenti di Polizia penitenziaria”,  ma anche – sul fronte giustizia – “9mila precari, che dal primo luglio verranno stabilizzati a tempo indeterminato”, personale qualificato che sarà in grado di garantire “un sistema più efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini”. E ancora Balboni ricorda: “Per velocizzare i tempi della giustizia, per la prima volta nella storia della Repubblica, colmeremo i vuoti d’organico della magistratura, con 1600 nuovi magistrati entro la fine dell’anno”. stesso tempo,

Ma non solo assunzioni, perché in favore del Corpo di polizia penitenziaria – precisa Balboni – sono stati garantiti “benefici economici e normativi, nuovi equipaggiamento ed elevati standard di sicurezza degli istituti penitenziari con sistemi anti drone. Senza dimenticare un Piano carceri da 750 milioni che punta alla realizzazione di 10mila nuovi posti detentivi entro il 2027”.

Prima dell’attuale incarico, Balboni é stato presidente della Commissione Affari costituzionali e tra i provvedimenti, “tutti importanti”, passati durante il suo incarico “se proprio devo dirne uno, ricordo la legge che porta la mia prima firma, con cui abbiamo istituito la Commissione bicamerale contro la violenza alle donne”. Oggi, invece, da Sottosegretario è orgoglioso “di uno dei primi provvedimenti” che ha seguito, ‘Liberi di scegliere’, un progetto di legge che vuole garantire protezione a figli di famiglie mafiose e alle persone che vogliano allontanarsi da contesti di criminalità organizzata. Quella che Balboni, mutuando un’affermazione di Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, chiama “la terza via della lotta alla mafia”.