La Basilica di San Vitale apre ai lavori di pubblica utilità
24 Giugno 2026
1624 anni e non sentirli. La Basilica di San Vitale ha recentemente festeggiato il suo anniversario regalandosi la partecipazione a un progetto di giustizia riparativa.
La parrocchia, guidata da don Elio Lops, in collaborazione con i Ministeri della giustizia e dell’Interno, il Tribunale e la Prefettura di Roma, parteciperà all’attivazione di un percorso legato all’istituto della messa alla prova.
Venerdì 19 giugno, in occasione dell’anniversario della dedicazione della Basilica di San Vitale al Quirinale, é stato infatti presentato un progetto pilota che per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità presso le strutture afferenti al Fondo edifici di culto, competenza della Prefettura di Roma. Nello specifico, si consentirà ad almeno 20 imputati, con sospensione del procedimento e messa alla prova, di svolgere presso i locali e le pertinenze della basilica “attività lavorativa non retribuita in favore della collettività”, come recita l’articolo 168-bis del codice penale. La Basilica inoltre coordinerà le Chiese rettorie del Fondo che progressivamente verranno individuate e faranno parte della convenzione, previa valutazione della Prefettura. Semestralmente poi sarà proprio la prefettura a informare la cancelleria del Tribunale e l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna del Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità circa i posti di lavoro disponibili presso le proprie strutture per favorire l’attività di orientamento e avvio degli imputati al lavoro di pubblica utilità.
“Il cuore dell’iniziativa risiede nella ferma convinzione che l’errore non debba definire per sempre la vita di un uomo. La Basilica aprirà così le sue porte a percorsi di responsabilizzazione e utilità sociale, offrendo una concreta opportunità di cambiamento a chi ha avviato un cammino di riparazione con la giustizia” ha commentato don Lops.
La Basilica, situata in via Nazionale, é una delle chiese più antiche di Roma. Fondata su un oratorio del IV secolo, grazie a Papa Innocenzo I divienta una basilica a tre navate dedicata a San Vitale, alla moglie Valeria e ai figli Gervasio e Protasio. Restaurata più volte in epoca medievale, poi completamente rifatta da Sisto IV (1475) e Clemente VIII (1595): questi ultimi interventi ridussero la chiesa a una sola navata e portarono alla scomparsa del portico, chiuso e ridotto a vestibolo della chiesa. La ripida scalinata d’accesso viene realizzata nel 1859 per superare l’innalzamento del piano stradale in seguito alla costruzione di via Nazionale. Solo negli anni Trenta, viene ripristinato il portico originario.
La convenzione durerà 5 anni e potrà essere tacitamente rinnovata. Di ‘convenzione pilota’ parla la Direzione generale per la Giustizia di comunità, che potrà essere sviluppata su scala nazionale con la stipula di una specifica intesa tra il Ministero della giustizia e quello dell’Interno, costituendo un valido supporto alle iniziative già promosse per la fruizione da parte dei fedeli e dei turisti degli edifici di culto di proprietà dello Stato