Sicurezza lavoro, Sisto: “Impresa e lavoratori su stesso carro”

Sisto (foto Repubblica)
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Si è tenuta ieri, 25 giugno, all’Università di Roma Tor Vergata, la tavola rotonda dedicata alla “Nuova sicurezza sul lavoro”, incentrata sulla proposta di riforma elaborata dalla commissione di studio istituita presso il ministero della Giustizia. Tra i partecipanti il viceministro, Francesco Paolo Sisto, e il capo dell’Ufficio legislativo, Nicola Selvaggi.

“Siamo stati abituati a vedere una contrapposizione fra parte datoriale e parte lavorativa. Coniugare queste due posizioni è stato il punto di partenza” ha evidenziato Sisto; “abbiamo fatto un lavoro pragmatico, forti del preziosissimo contributo di ogni componente”.

Il Viceministro ha sottolineato come la proposta della commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, istituita nell’aprile 2024 e da lui presieduta, punta sulla prevenzione come tutela dei lavoratori negli ambienti di lavoro e si realizza soprattutto attraverso strumenti efficaci per prevenire gli incidenti.

“La proposta non introduce alcuno scudo per le imprese – ha rassicurato Sisto -, anzi pone l’impresa sullo stesso carro dei lavoratori in modo da chiarire, con puntualità, le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, secondo il principio per cui ciascuno deve rispondere delle proprie azioni e per le proprie competenze”.

 

Sicurezza sul lavoro, a Nordio la relazione della Commissione

 

Per il capo dell’Ufficio Legislativo, Nicola Selvaggi, il punto di forza della riforma sta nell’aver compreso che, soprattutto in questo particolare tema, “la norma penale opera all’interno di un reticolato normativo. I lavori della commissione sono stati orientati in una logica che si è mossa valorizzando una duplice esigenza. La prima è stata quella di elevare le capacità del sistema normativo, assicurare ambienti di lavoro salubri e non pericolosi, la seconda è stata quella di favorire accertamenti maggiormente aderenti al principio di personalità della responsabilità penale”.