Pc magistrati: una misura straordinaria e aggiuntiva
7 Luglio 2026
In relazione alle notizie diffuse in merito all’emendamento che introduce un contributo di 600 euro per l’acquisto diretto di un dispositivo informatico da parte dei magistrati ordinari, il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia ritiene utile fornire alcuni elementi informativi.
Come dimostra un’esperienza ormai consolidata, i tempi delle procedure di approvvigionamento centralizzato e di distribuzione sull’intero territorio nazionale — legati alla dimensione imponente del parco macchine — non consentono di rinnovare le dotazioni in tempo reale rispetto all’evoluzione tecnologica. Per fronteggiare questo limite strutturale è stato definito un progetto unitario, articolato in due componenti: un contributo per l’acquisizione diretta del dispositivo da parte dei magistrati che lo desiderino — strumento rapido e flessibile, operante nelle more del completamento degli approvvigionamenti ordinari — e la realizzazione di un ambiente di lavoro virtualizzato, destinato a costituire l’assetto stabile del nuovo modello.
Le procedure ordinarie di rinnovo proseguono regolarmente: completata la sostituzione delle postazioni non compatibili con Windows 11, è in corso l’acquisizione di circa 7.000 nuovi computer portatili, con consegne entro ottobre 2026. La norma qualifica espressamente il contributo come misura adottata «in via straordinaria e non sostitutiva delle ordinarie modalità di approvvigionamento e rinnovo delle dotazioni informatiche». Si tratta quindi di uno strumento aggiuntivo e del tutto facoltativo, che non trasferisce ai magistrati oneri, che restano in capo all’Amministrazione. Il dispositivo così acquisito costituisce infatti una dotazione ulteriore e personale, che si aggiunge — senza sostituirla — alla postazione fornita dall’Amministrazione, che resta assicurata a ogni magistrato.
L’ambiente di lavoro virtualizzato ribalta il modello tradizionale: il magistrato dispone, ovunque si trovi, di tutto ciò di cui ha bisogno per lavorare — applicativi, documenti, sistemi di firma e relativa assistenza — senza dover installare né configurare alcunché sul proprio dispositivo. I dati risiedono esclusivamente in un ambiente protetto e sicuro, e mai sul dispositivo. Proprio perché la capacità di calcolo è assicurata a livello centrale, il dispositivo di accesso non richiede prestazioni elevate: il contributo previsto è congruo rispetto alla sua funzione.
Ne discendono garanzie di sicurezza precise: cifratura, autenticazione a più fattori, aggiornamenti e protezioni costantemente allineati, in coerenza con la disciplina NIS2 e con il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Le attività di assistenza e aggiornamento operano sulle sole componenti tecniche dell’infrastruttura, secondo profili di autorizzazione che escludono l’accesso ordinario ai contenuti del magistrato, e ogni intervento è tracciato in registri immodificabili. L’eventuale smarrimento o compromissione del dispositivo non comporta perdita né esposizione di informazioni.
Il vantaggio per chi lavora è immediato: la postazione è subito operativa, senza attese, installazioni o configurazioni, e resta costantemente aggiornata e allineata all’evoluzione tecnologica.
Il magistrato rimane amministratore e proprietario del dispositivo, coperto dalla garanzia del venditore secondo il medesimo schema già operante per le dotazioni fornite dall’Amministrazione; l’assistenza tecnica opera sull’ambiente di lavoro virtualizzato e sugli applicativi.
Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della disposizione, se approvata, saranno individuati i requisiti tecnici minimi dei dispositivi acquistabili; entro sessanta giorni, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno definiti criteri e modalità di erogazione e rendicontazione. Il contributo non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
L’obiettivo è assicurare ai magistrati, in tempi rapidi, strumenti di lavoro moderni, affidabili e sicuri, proseguendo parallelamente il piano ordinario di rinnovo delle dotazioni.