Non solo pena: in carcere i detenuti producono marchi
22 Luglio 2026
Dal Caffè Galeotto alla Banda Biscotti, alla Fuga di Sapori: sono ormai dei veri e propri marchi, nati nei penitenziari e cresciuti grazie al lavoro dei detenuti e delle cooperative sociali.
A scriverne oggi su La Repubblica è Manuela Zennaro, che fa una carrellata delle produzioni attive nei penitenziari: “Non sono soltanto luoghi di detenzione, ma sempre più spesso laboratori di rinascita, formazione e inclusione sociale”. Come a Gorgona, dove dal 2012 l’azienda vinicola Marchesi Frescobaldi, grazie alla collaborazione con il Dap, coinvolge i detenuti nella coltivazione delle vigne e nella produzione di vini pregiati.
In alcuni istituti il marchio speciale è la produzione del caffè. Zennaro cita le attività della cooperativa Pausa Caffè nella casa circondariale di Torino, e il Caffè Galeotto di Rebibbia. Ma da oltre 15 anni, anche le donne recluse a Pozzuoli producono e vendono il caffè Le Lazzarelle.
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In alcuni istituti, il marchio vuol dire tradizione. La casa di reclusione di Padova ospita la pasticceria Giotto che – a giudizio anche del ministro Carlo Nordio – produce panettoni e colombe di alta qualità. I laboratori di pasticceria sono diffusi, nei penitenziari: Buoni dentro nell’Ipm Beccaria di Milano, Banda Biscotti a Verbania. Ma c’è anche Dolce lavoro nel carcere di Catanzaro. Ad Alessandria, Fuga di Sapori segue tutta la filiera, dalla panificazione, al bistrot, al catering.
Sono solo alcuni esempi, e in realtà c’è tanto altro: sul sito del Ministero si può consultare la Vetrina dei prodotti dal carcere.
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