GOL nel carcere di Velletri, Balboni: “Senza lavoro recidiva tra 60 e 70%”

Conferenza stampa di presentazione GOL (foto DIRE)
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Si è svolta questa mattina nella sala stampa della Camera dei deputati la conferenza dal titolo “Lavoro e carceri. Presentazione del progetto GOL nella casa circondariale di Velletri”. All’evento hanno preso parte il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone e Marco Bertucci, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio.

“Senza lavoro e formazione la recidiva sfiora una soglia drammatica compresa tra il 60 e il 70% – ha dichiarato Balboni -, sappiamo benissimo che invece quando si offre un’alternativa ai detenuti la recidiva crolla addirittura in certi casi al 2%”. “L’orientamento di questo Governo è chiaro e coerente – ha aggiunto il sottosegretario -, fermezza nella certezza della pena ma massimo pragmatismo negli strumenti di cura, di formazione e di reinserimento. Siamo arrivati al vero cuore della riforma, la trasformazione del tempo della pena da tempo vuoto a tempo di produzione e qualificazione professionale”.

Balboni si è poi soffermato sulla “piena operatività del programma Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, nell’ambito delle riforme e risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza condiviso dal Ministero del Lavoro e le Regioni. Oggi risultano occupati 21.235 detenuti, il 34,3% che sembra un dato alto ma in realtà l’85% lavora solo per l’amministrazione penitenziaria in mansioni, servizi vari all’interno, solo il 4% lavora con cooperative sociali e appena l’1% direttamente con imprese private a scopo di lucro e un altro 0,7% nelle colonie agricole”.

 “Gol è un programma di risultati raggiunti – ha affermato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone -. La rete dei servizi pubblici e privati coordinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è andata oltre gli obiettivi sia in termini di disoccupati presi in carico sia in riferimento alle persone coinvolte in attività di formazione. A permetterlo è stata l’ambiziosa revisione del Programma rispetto alla sua impostazione iniziale presso la Commissione europea, portata avanti dal governo Meloni, e una nuova cooperazione tra Stato e Regioni, tra pubblico e privato, agenzie per il lavoro ed enti di formazione. A questo si aggiunge l’innesto di azioni nazionali sussidiarie, tra le quali spicca Edo, la piattaforma di e-learning per le competenze digitali.
Con questo cambio di metodo, gli effetti della riforma Pnrr non sono reversibili”.

“Quando parliamo di reinserimento lavorativo dei detenuti e degli ex detenuti – ha dichiarato Bertucci -, non affrontiamo soltanto un tema sociale: parliamo di una politica pubblica che incide direttamente sulla sicurezza delle comunità, sulla coesione sociale e sulla capacità delle istituzioni di offrire percorsi di emancipazione autentici. Ed è per questo che la Regione Lazio ha scelto di investire con decisione nel Programma Gol, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, previsto dal Pnrr nell’ambito della Missione 5, attribuendogli una valenza strategica anche all’interno del contesto penitenziario. Portare Gol negli istituti di pena significa credere nella possibilità di trasformare l’esecuzione della pena in un ponte verso la società civile, coniugando sicurezza, giustizia sociale e dignità della persona”.

Balboni ha anche riferito che, durante l’iniziativa nella sala stampa di Montecitorio, è stato affrontato anche il tema della “presenza in carcere di persone che soffrono di tossicodipendenza e alcoldipendenza, una quota che sfiora il 30% della popolazione detentiva”. “Con il disegno di legge 2961 approvato al Senato e promosso sull’iniziativa del ministro della Salute – ha concluso il sottosegretario – introduciamo la detenzione domiciliare in strutture terapeutiche e in comunità autorizzate per i condannati con pena residua fino a 8 anni a fronte dell’adesione a uno specifico programma socio-riabilitativo”.

(Credit foto: DIRE)