Accordo Anac-Cnel: appalti pubblici e inclusione sociale

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Promuovere l’inserimento lavorativo delle persone detenute e rendere gli appalti pubblici uno strumento di sviluppo e legalità. Questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto tra l’Autorità nazionale e anticorruzione (Anac) e il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) che prevede le clausole sociali da inserire negli atti di gara per permettere alle imprese di trovare manodopera necessaria e, allo stesso tempo, offrire alle persone detenute ed ex detenute la possibilità di acquisire nuove competenze e reinserirsi nella società.

“Con questa iniziativa si conferma l’impegno concreto del Cnel per l’inserimento socio-lavorativo dei detenuti, un impegno che stiamo portando avanti nel quadro del programma Recidiva Zero: studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere – ha affermato il presidente del Cnel, Renato Brunetta -. Sarà necessaria un’azione di informazione rivolta agli operatori economici per far conoscere le opportunità previste e per favorire l’utilizzo delle clausole contrattuali indirizzate a garantire l’inclusione delle persone sottoposte a una pena detentiva”.

L’accordo, infatti, prevede che, come recita il comunicato stampa, “le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possano riservare l’esecuzione agli operatori economici, nel contesto di programmi di lavoro protetti che prevedano l’impiego, per lo svolgimento delle relative prestazioni, di almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Nel caso di ricorso ai contratti riservati, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono inserire nei bandi di gara o negli avvisi apposite clausole che esplicitamente contengano detta riserva di partecipazione o di esecuzione”.

Nordio-Brunetta: “Avanti con programma ‘Recidiva Zero’”

“Abbiamo voluto mostrare concretamente come gli appalti non servano solo a costruire opere o a offrire servizi, ma anche a creare inclusione, aumentare il benessere collettivo e accrescere la sicurezza – ha dichiarato il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia -. Il tasso di recidiva crolla fino al 2% per i detenuti che lavorano, mentre sale fino al 70% per chi non ha tali opportunità. Per questo è doppiamente importante l’inserimento dei detenuti negli appalti, sia per il valore economico e sociale, di rieducazione e di reinserimento, sia perché rafforza la sicurezza nel Paese, evitando che i detenuti possano delinquere nuovamente”.

La collaborazione tra Cnel e Anac si inserisce in una strategia più ampia che vede il ministero della Giustizia impegnato a rafforzare le politiche di reinserimento sociale e lavorativo delle persone private delle libertà, favorendo il raccordo tra Amministrazione penitenziaria, istituzioni e imprese. Come dichiarato dal Guardasigilli, Carlo Nordio: “Recidiva zero è un’occasione storica che dà la possibilità a chi esce dallo stato detentivo di mettere a disposizione della comunità ciò che ha appresso all’interno dell’Istituto, dando al contempo la possibilità alle aziende di trovare manodopera”.

“Recidiva Zero”, intervento del ministro Carlo Nordio