Lo strano destino di Federico, Giovanni e Alberto, eroi per caso

tre agenti di polizia penitenziaria
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A Giovanni piacciono le canzoni di Ultimo, Alberto ama Olly mentre Federico è un fan di Geolier. I primi due tifano Napoli (e si dedicano al padel), il terzo è un sostenitore dell’Inter e preferisce giocare a calcio. Sono tre amici veri, tre agenti di Polizia penitenziaria originari di Napoli (“Ma Federico è di Aversa”) e, oltre a condividere la passione per la pizza, da domenica hanno un’altra cosa in comune: per tutti sono gli “eroi di Padova” perché hanno ‘salvato’ una bimba di un anno e mezzo che era rimasta chiusa dentro l’abitacolo dell’auto della mamma con una temperatura interna che si faceva sempre più alta.

“Ma quali eroi, abbiamo fatto solo quello che dovevamo fare” dice Giovanni De Luca, 35 anni, il più anziano del gruppo, Alberto Cerullo e Federico Tagliaferro sono under 30. “Certo ci fa piacere essere citati e anche che molti quotidiani e siti d’informazione si siano interessati a noi – aggiunge – ma l’unica cosa veramente importante è che la bambina che abbiamo fatto uscire dalla macchina stia bene”.

Torniamo a domenica pomeriggio. Che cosa è accaduto? “Eravamo tutti e tre a casa di Federico quando la sua vicina di casa ha citofonato chiedendo aiuto. Era molto agitata perché aveva lasciato la sua bambina nella macchina con le chiavi all’interno dell’abitacolo. Ci siamo precipitati giù e per prima cosa abbiamo richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco. Dopo una seconda chiamata, essendoci resi conto che per la piccola diventava sempre più difficile sopportare il caldo, aveva le guance arrossate e non smetteva di piangere, abbiamo deciso di agire”.

Una prontezza che, come agenti di Polizia penitenziaria, hanno più volte messo in atto sul posto di lavoro. “Bisogna essere pronti a tutto – continua Giovanni – e noi, come tutti i nostri colleghi, lo siamo. Domenica era necessario agire in fretta così abbiamo deciso di infrangere il vetro anteriore dell’auto, quello della guida, perché era il più lontano dal seggiolino dove si trovava la bambina. Poi abbiamo aperto la portiera e la mamma ha potuto liberare la figlia e prenderla in braccio. Ci ha ringraziato moltissimo ma, lo ripeto ancora una volta, abbiamo fatto solo il nostro dovere”.

Lo strano destino di Giovanni, Alberto e Federico. Tre amici campani che hanno fatto il corso insieme a Roma e che poi si sono ritrovati a lavorare a Padova: tre eroi “per caso” che per qualche giorno hanno unito l’Italia nelle pagine di cronaca.