Il talento di Emma Bonino: coniugare impegno politico e passione civile

La presidente di +Europa Emma Bonino. (Credit: Fb/Emma Bonino)
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Emma Bonino è morta oggi a Roma, a 78 anni, dopo anni di lotta contro una lunga malattia. Ricoverata da lunedì all’ospedale Santo Spirito, ieri era stata trasferita in una struttura privata: la situazione restava però “delicata”. Bonino è stata una delle più influenti politiche italiane, simbolo dell’attivismo progressista e dell’aspirazione a una società inclusiva, le cui battaglie continuano a ispirare gli ideali di molti. Nata il 9 marzo 1948 a Bra, in Piemonte, Emma Bonino comincia a interessarsi attivamente alla politica durante il percorso universitario. Negli anni Settanta si unisce al movimento radicale che si dedica alle battaglie per i diritti civili, tra cui la legalizzazione dell’aborto, la depenalizzazione delle droghe e contro il nucleare, al fianco di Marco Pannella. Sul piano internazionale, si è impegnata nella difesa dei diritti civili e politici, per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo.

Emma Bonino ha da sempre posto gli ideali di ‘giustizia giusta’ e la separazione delle carriere al centro del suo impegno politico, alimentato da una profonda e incessante passione civile. Per lei rappresentava una sorte di missione democratica, vissuta come un dovere civico per la difesa dei diritti di ogni cittadino. In continuità con le battaglie di Pannella ed Enzo Tortora, Bonino considerava la distinzione tra chi giudica e chi accusa una riforma di civiltà legata a doppio filo alla tutela dello Stato di diritto. Nella sua attività politica, condotta storicamente con il Partito Radicale, si è battuta per il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (1987) per fare in modo che i giudici rispondessero legalmente e patrimonialmente dei propri gravi errori giudiziari. È stata paladina nella lotta contro il sovraffollamento carcerario e, assieme a Pannella, ha condotto storici e ripetuti scioperi della fame e della sete per denunciare le condizioni disumane degli istituti penitenziari italiani, definite spesso incompatibili con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Tra le sue battaglie l’amnistia e l’indulto invocati come strumenti d’emergenza per ridurre la popolazione carceraria. Altre iniziative care a Bonino sono state anche l’affermazione della presunzione d’innocenza e il contrasto all’abuso della custodia cautelare utilizzato – secondo la denuncia del Partito Radicale – come forma di pressione o anticipazione della pena.

Durante la sua carriera politica, Bonino ha ricoperto vari incarichi, ed è stata ministra per le Politiche europee e ministra del Commercio internazionale sotto i governi di Romano Prodi e ministra degli Esteri con Enrico Letta. È anche una delle prime donne italiane a ricoprire ruoli di alto profilo nella politica internazionale: è stata eurodeputata dal 1995 al 1999 è stata membro della Commissione europea in qualità di responsabile della politica della pesca, della politica dei consumatori e dell’ufficio europeo per l’aiuto umanitario e ha lavorato per promuovere l’integrazione europea e la cooperazione internazionale.

Studiosa, rigorosa, testarda, battagliera, nel 2011 viene inserita, unica italiana, tra le 150 donne che muovono il mondo dalla rivista Newsweek. Promotrice dal 2017 della campagna sui migranti “Ero straniero” per superare la Bossi Fini, negli anni si impegna anche per il fine vita all’insegna della “libertà di scelta fino alla fine”. Nella sua lunga carriera di attivista, si è spesa in diverse campagne internazionali in favore dei tribunali ad hoc contro i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia e in Ruanda, per l’istituzione della Corte penale internazionale, per la moratoria sulla pena di morte, contro la fame nel mondo, contro le mutilazioni genitali femminili. È tra i fondatori delle Ong “Nessuno Tocchi Caino” e “Non c’è Pace senza giustizia”. Più di una volta il suo nome è circolato per la presidenza della Repubblica, soprattutto nel 2013 alla scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, che venne poi rieletto.

Nel 2014 Bonino ha fondato il partito +Europa, che si è concentrato sull’integrazione europea e sulle libertà individuali. Nel 2015 ha rivelato di avere un cancro al polmone che l’ha costretta a sottoporsi alla chemioterapia, ma ha continuato a lavorare attivamente, senza abbandonare la politica. Dal mondo delle istituzioni sono giunti moltissimi messaggi di cordoglio. Tra questi quello dell’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella: “Cominciammo insieme, eletti per la prima volta alla Camera nel 1976. Con Emma Bonino è stato un percorso parallelo che si è congiunto poi anche nel Governo Prodi, dove lei guidava il Dicastero delle Politiche europee e io ero Guardasigilli. La sua formazione culturale, di carattere laico nello spirito tipico radicale e pannelliano, era diversa dalla mia, ma ci ritrovammo sulla necessità della clemenza, dell’indulto, nella comune convinzione che la dignità umana e la salvaguardia dei diritti costituzionali e morali dei detenuti fosse patrimonio della Repubblica capace di unire cultura cattolica e laica. La politica perde una donna tenace, colta e con un respiro internazionale non comune che ha tradotto in un europeismo intelligente. Mi unisco al dolore dei familiari e degli amici”.