Velletri, “Prison got talent”: i detenuti e l’arte di essere fragili
21 Settembre 2026
Un filo rosso lega le opere dei vincitori di “Prison Got Talent”, talent show organizzato nel carcere di Velletri: il racconto di sè, senza finzioni. Quindici sono i detenuti che, questa mattina, sono saliti sul palco del teatro “Enzo Tortora”, per cantare, recitare monologhi e poesie, ballare. Hanno condotto l’evento Roberto M., decano dell’istituto e redattore del giornale interno “Voci di ballatoio”, e Tiziana Mammucari.
I giurati esterni – Fabrizio Brocchieri, Luca Guadagnini, Mauro Ingafù, Lavinia Fiorani e Luciano Sciurba – hanno decretato il vincitore: Alessandro R., 32 anni, con il pezzo rap “Margini”. Nato a Messina, cresciuto dalla madre e senza un padre, Alessandro ha una passione per la musica: “Scrivo e compongo canzoni dal 2014, quando sono entrato in carcere. Mi sono sempre ispirato al rap americano, a Tupac Shakur in particolare”. Passando al rap italiano, Alessandro non è attratto dal nuovo scenario: “A parte Shiva. Poi ovviamente ci sono i grandi – Marracash, Salmo, anche se di lui amo le canzoni che scriveva all’inizio”. L’anno scorso, quando era detenuto a Regina Coeli, Alessandro si è aggiudicato il secondo posto nel concorso di scrittura.
“Margini” è un testo potente, che restituisce a chi ascolta la paura e la voglia di voltare pagina: “Qui dentro non è facile / il silenzio è una voragine / ho il cuore così fragile e l’anima appesa al margine / non è la fine, non sono ciò che sono stato / strappo i pezzi del mio nome finché non sono rinato”. A dicembre, Alessandro uscirà dal carcere.

Emozioni, si diceva. I detenuti, più dell’edizione passata, si sono messi a nudo, portando sul palco la mancanza dei propri affetti, il buco nero della tossicodipendenza, il desiderio di non essere etichettati con il proprio errore. Un racconto di sé condiviso, che si mescola con gli applausi calorosi dei compagni, dei giurati e di tutta la comunità penitenziaria.
“La bianca dama fatta di polvere” è la poesia con cui Daniele si è aggiudicato il secondo posto. Parla della sua ex dipendenza dalla cocaina – “che non ti dà nulla, al massimo ti crea l’inferno per la prigione” – e di una nuova consapevolezza, frutto del percorso di riabilitazione “che la vita te la cambia”.

Al terzo posto, un ex aequo. Patrizio ha portato sul palco una poesia in romanesco dedicata ai propri figli: “Sento il rumore de sta porta che s’apre, mentre sto pensando a voi, amori mia, che state dentro ar core mio, posto da ddo ‘n se po’ evadere”. Patrizio è entrato nel penitenziario di Velletri un mese fa. Luca invece ha portato il monologo “Da dentro”. Un flusso di coscienza che parla di dolore: “Inesorabile il destino, e una goccia di solitudine non smette di trafiggermi mai, nemmeno per un istante. Custodisco in un cassetto il lago di lacrime mai versate, nascoste dall’ingannevole sorriso che mostro sempre”.
Spazio anche a cover ben interpretate, come “Fai Rumore” di Diodato cantata da Cristiano P., o i classici di Massimo Ranieri cantati da Francesco S. e Simone B.
Andrea G., concorrente anche della prima edizione del talent, si è esibito in una breakdance, mentre Kim Gavin M. e Rachid M. hanno cantato “Bebecita”, un pezzo dalle sonorità reggaeton. A salire sul palco è stato anche Tommaso, vincitore della prima edizione del talent con un pezzo di Alex Baroni.

Marina Finiti, presidente del tribunale di sorveglianza di Roma, nel premiare il primo classificato, ha parlato dell’importanza della fragilità “Ognuno di noi ha la sua. Il reato non è la persona, come diceva Papa Francesco. L’importante è che seguiate questo percorso, perché anche voi dovete raggiungere la vostra ‘Itaca’ – la vostra libertà, i vostri affetti, la vostra famiglia – e ritornare nella vita civile. Tutti noi lavoriamo per garantire questa opportunità”, ha detto Finiti.
Anna Rita Gentile, direttrice della casa circondariale, ha parlato invece di opportunità: “Ve le offriamo, sappiatele cogliere e ripartire da qui per ricominciare. Il nostro impegno – ha proseguito – è volto a costruire ponti fuori da qui. Ci auguriamo che questo per voi sia l’inizio di una nuova vita e di una maggiore consapevolezza”.
“Prison Got Talent” ci sarà anche l’anno prossimo: appuntamento a Velletri, nel carcere di campagna dove, ogni tanto, nasce una stella. “Speriamo che l’anno prossimo sia ancora più bello. E speriamo anche che nun ce sto più”, ha chiosato Roberto, il co-conduttore di questa edizione.