La legalità si impara disegnando nella Comunità minorile di Catanzaro
24 Settembre 2026
Trasformare il tempo della detenzione in uno spazio di riscatto, dove la creatività diventa lo strumento per comprendere il valore delle regole e della giustizia riparativa, è questo il cuore di “Punto e a Capo – Laboratorio di narrativa animata per l’educazione alla legalità e la giustizia riparativa”, il progetto presentato ieri nella Sala Stampa della Camera dei deputati.
L’iniziativa, nata dalla volontà dell’Associazione di promozione sociale Jole Santelli – fondata nel 2021 dalle sorelle Paola e Roberta per preservare e diffondere gli ideali politici e solidali della sottosegretaria alla Giustizia e presidente della Regione Calabria – è stato realizzato con il contributo della Regione Calabria, con la collaborazione del Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità e ha beneficiato del patrocinio e della distribuzione di Calabria Film Commission.

A guidare il percorso laboratoriale è stato l’illustratore e fumettista calabrese Luca Passafaro, che ha accompagnato i ragazzi della Comunità ministeriale per minori di Catanzaro in un viaggio creativo a 360 gradi. I giovani ospiti della struttura non si sono limitati a ricevere un insegnamento teorico, ma si sono messi in gioco in prima persona: dalla sceneggiatura al character design, fino all’animazione digitale, hanno ideato, scritto e animato un vero e proprio fumetto digitale. L’obiettivo? Lanciare un messaggio forte ai propri coetanei sulla responsabilità delle azioni individuali e sulla possibilità concreta di cambiare rotta.

L’evento alla Camera è stato moderato dal giornalista Francesco Verderami e al tavolo dei relatori si sono alternati Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno; Maria Alessandra Ruberto, direttore generale Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia; Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare Antimafia e Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission. Alla presentazione, in collegamento, ha preso parte anche Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania.

“La vera innovazione del progetto è aver messo i ragazzi nella condizione di non essere semplicemente destinatari di un messaggio sulla legalità, ma di diventare autori di quel messaggio”, ha spiegato con orgoglio Paola Santelli, presidente dell’associazione. “Per questo riteniamo che ‘Punto e a Capo’ possa diventare una buona pratica replicabile in altre realtà penali minorili italiane”.
Colosimo ha dichiarato: “Non basta raccontare la legalità bisogna farla e ‘Punto e a Capo’ ne è la dimostrazione. Ai ragazzi dico non importa dove siete nati e che cognomi portate importa soltanto chi volete essere”. Parole di apprezzamento di Ferro rivolte alla ‘Fondazione Jole Santelli’: “Riassumerei il progetto con due parole: legalità e creatività. E le considero le armi più potenti per combattere la criminalità . All’amica Jole Santelli il mio pensiero anche di ringraziamento in relazione alla legge ‘Liberi di scegliere’ quale grande conquista a garanzia dei diritti nel nostro Paese”.
Un entusiasmo condiviso anche dal direttore del laboratorio, Passafaro, che ha messo l’accento sulla potenza del linguaggio visivo: “A volte un cartone animato, un disegno o persino un semplice scarabocchio riescono a dire qualcosa che con le parole facciamo fatica a esprimere. Il mio obiettivo è stato offrire a questi ragazzi degli strumenti e, soprattutto, uno spazio in cui potersi raccontare. Non importa che sia perfetto. Importa che sia loro”.

PerCalabrese, direttore della Calabria Film Commission, “legalità e cinema sono state passione di Jole Santelli e oggi sono diventate entrambe vettori per raggiungere i ragazzi”. Rivolgendosi ai ragazzi, Di Bella ha riconosciuto loro di essere dimostrazione di come saper utilizzare le occasioni.
La direttrice della Direzione generale della giustizia minorile riparativa, Maria Alessandra Ruberto ha sottolineato: “Il Protocollo d’intesa, sottoscritto nell’aprile del 2026, tra l’Associazione Jole Santelli e la Comunità Ministeriale di Catanzaro ha previsto la realizzazione, presso la struttura educativa, del progetto laboratoriale ‘Punto e a Capo’ che, grazie alla guida del fumettista Luca Passafaro, ha promosso competenze educative utili valorizzando il lavoro di gruppo, l’ascolto, e il confronto. Il prodotto realizzato, un cartone animato, destinato a essere presentato anche nelle scuole, affronta i temi della legalità con un linguaggio vicino ai giovani e testimonia, con specifico riferimento all’utenza minorile, il valore delle attività creative e artistiche nei percorsi di responsabilizzazione e nelle iniziative a valenza riparativa. Da qui l’importanza di diffondere gli esiti di un progetto che, dando voce alle forme espressive create dagli stessi ragazzi, ha tradotto concretamente i valori di legalità, partecipazione e cittadinanza attiva, in linea con gli obiettivi istituzionalmente perseguiti dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Apprezzo molto il titolo del progetto che rappresenta la destigmatizzazione principio cardine del penale minorile”.
Il cortometraggio animato, mostrato in anteprima assoluta alla Camera dei deputati, dimostra che è possibile imparare dai propri errori. ‘Punto e a Capo’ non è solo il titolo di un fumetto, ma la promessa di un nuovo inizio che trasforma un momento difficile in una preziosa opportunità di crescita e di inclusione sociale.
“Per me è stata un’esperienza importante – ha detto C., uno dei ragazzi che ha partecipato al progetto -, soprattutto perché ho avuto la possibilità di partire da una mia idea, lavorarci da solo e poi metterla a confronto con quelle degli altri ragazzi. All’inizio ognuno di noi aveva il proprio modo di vedere le cose e pensava al proprio disegno, alla propria idea. Poi, lavorando insieme, abbiamo iniziato a capire che ogni idea poteva diventare più completa se messa insieme a quella degli altri. Quello che magari da solo non avrei pensato, poteva venire in mente a un altro ragazzo, e viceversa. È stato bello vedere come, unendo tanti contributi diversi, siamo riusciti a creare qualcosa che da soli probabilmente non avremmo mai realizzato nello stesso modo. Alla fine non era più soltanto il disegno o l’idea di una persona, ma il risultato del lavoro di tutti. Quando abbiamo visto il risultato finale, il cartone animato, ho provato soddisfazione e anche un po’ di orgoglio, perché ho capito che una nostra idea, nata all’interno della Comunità, attraverso il lavoro e la collaborazione poteva diventare qualcosa di concreto e importante, qualcosa che poteva essere visto e ascoltato anche fuori. Per me ‘Punto e a Capo’ è stato proprio questo: scoprire che quello che ognuno di noi può dare, anche se è diverso da quello degli altri, può diventare ancora più significativo quando viene condiviso”.

Alle parole del compagno, A. aggiunge ”La cosa che mi è piaciuta di più è stata vedere le nostre idee prendere forma e trasformarsi prima in un fumetto e poi in un vero cartone animato. Sapere che quello che abbiamo realizzato verrà presentato anche all’esterno mi rende orgoglioso. Grazie a ‘Punto e a Capo’ ho avuto la possibilità di ricominciare, ma anche capire che per ricominciare bisogna mettersi in gioco, imparare dai propri errori e cercare di costruire qualcosa di positivo. È stata un’esperienza che porterò con me anche dopo la Comunità”.
‘Punto e a Capo’ ha significato, in fondo, proprio questo: assumersi la responsabilità del proprio passato, ma avere anche la possibilità di scrivere una pagina nuova della propria vita. I partecipanti, minorenni e i giovani adulti, hanno sperimentato e costruito qualcosa di nuovo mettendo in campo azioni riparative, parte integrante dei progetti individualizzati.