Monica Sarti: “Così l’Ispettorato aiuta tribunali e procure”
24 Settembre 2026
Un canale diretto tra l’Ispettorato generale del Ministero e gli uffici giudiziari. Quante volte, nell’ambito di procedure come il sequestro di beni o il recupero dei crediti, a fare la differenza nel dare un servizio efficiente al cittadino è il metodo di lavoro e di organizzazione? L’Ispettorato, che ha un occhio privilegiato nel far emergere modelli virtuosi, li mette a disposizione di procure e tribunali con “HELP”.
Il nuovo servizio è accessibile dall’area intranet del sito istituzionale giustizia.it. In caso di dubbi o incertezze, è possibile contattare direttamente gli uffici di via Guerrini, per telefono o per e-mail. L’idea di fondo è affiancare costantemente dirigenti e personale, in linea con la priorità, definita dal ministro Carlo Nordio, di una “giustizia come servizio per la collettività”. Ne parla a gNews Monica Sarti, capo dell’Ispettorato generale del Ministero.
In cosa consiste la nuova piattaforma “HELP Ispettorato”?
È uno strumento di aiuto e di supporto pratico pensato per gli uffici giudiziari. Nasce per mettere a disposizione dei tribunali e delle procure il patrimonio di esperienza che abbiamo accumulato in anni di attività ispettiva. In pratica, abbiamo analizzato i problemi più frequenti e trovato le soluzioni migliori per risolverli: diamo indicazioni chiare sulle normative da seguire, forniamo modelli pronti all’uso – come i fac-simili per gli ordini di servizio – e mettiamo a disposizione degli uffici delle semplici “schede di autodiagnosi”. In questo modo, ogni capo di ufficio giudiziario può verificare in autonomia se c’è qualcosa da correggere e anticipare le più comuni disfunzioni, velocizzando i processi di controllo.
Com’è nata l’idea di un canale diretto con gli uffici giudiziari?
Direttamente sul campo e sulla base di due consapevolezze. Da un lato, osservando quotidianamente la complessità con cui si confrontano i nostri uffici giudiziari, mi sono convinta che l’enorme bagaglio di conoscenze raccolto dall’Ispettorato non dovesse rimanere chiuso nei cassetti o emergere soltanto durante le verifiche. Andava restituito al sistema giustizia. Dall’altro lato, la spinta decisiva è arrivata da alcuni capi di uffici giudiziari che, trovandosi a dover riorganizzare dei servizi interni, ci avevano chiesto una consulenza mirata. Visti gli ottimi risultati di quelle collaborazioni puntuali, ho pensato che la nostra esperienza dovesse trasformarsi in un servizio stabile e accessibile a tutti.
Cosa cambia concretamente per gli uffici giudiziari, rispetto al passato?
Cambia radicalmente la prospettiva temporale e operativa. Oggi puntiamo maggiormente sulla prevenzione, evitando che problemi o criticità si manifestino. Gli uffici hanno subito a disposizione strumenti di analisi, indicatori di rischio e un canale diretto – un indirizzo e-mail e un numero telefonico dedicati – per confrontarsi con noi e ricevere ausilio in tempo reale.
La piattaforma restituisce l’immagine di un Ispettorato che si mette al servizio degli uffici, che collabora con loro anziché “sanzionarli”, come spesso si pensa erroneamente. Era uno degli obiettivi del progetto?
Assolutamente sì, è il cuore stesso dell’iniziativa, fortemente voluta e in linea con gli indirizzi del ministro Carlo Nordio. Non a caso abbiamo scelto la parola “HELP”: esprime esattamente la nostra identità, fatta di aiuto, affiancamento, accessibilità e disponibilità della conoscenza. Vogliamo dare una mano agli uffici in mezzo alle tante difficoltà quotidiane. D’altronde, lo ricordo sempre alle équipe ispettive: l’Ispettorato e gli uffici non sono su sponde opposte, abbiamo tutti un unico obiettivo comune che è il buon funzionamento della giustizia.
Quali sono i prossimi passi? È prevista, per esempio, un’estensione del progetto anche ad altri uffici oltre che a tribunali e procure?
“HELP Ispettorato” è concepito come un percorso a tappe e un progetto aperto, che evolverà nel tempo. In questa prima fase ci siamo concentrati sugli uffici giudiziari di primo grado, ma la prospettiva già tracciata è quella di estendere successivamente il progetto alle Corti di appello, alle Procure generali, agli Uffici minorili e a quelli di Sorveglianza, attraverso ulteriori implementazioni che saranno presentate in apposite sessioni. In seguito, verrà esteso anche agli uffici del Giudice di pace.