Bollate: “Il corpo chiuso in una jail, la mia mente in the moon light”
25 Settembre 2026
Un concerto come momento conclusivo di un progetto musicale rap sviluppato nell’istituto penitenziario milanese di Bollate, grazie alla Cooperativa sociale Articolo 3. E’ un disco scritto, registrato e prodotto in carcere, nel laboratorio attivo dal 2022, con la collaborazione della Cooperativa sociale Atacama, dello studio di produzione Wormhole e di videomaker che hanno offerto il loro contributo alla realizzazione. Dal 24 settembre è disponibile su tutte le piattaforme digitali.
30 O.Pportunità, il titolo del disco, prende il nome dall’articolo 30 dell’Ordinamento penitenziario, che regolamenta i permessi brevi che possono essere concessi dal magistrato di sorveglianza in momenti “di particolare gravità”. Nei 13 brani inediti, scritti in italiano ma anche in spagnolo e in francese, vengono raccontati smarrimenti – “Vorrei volare come Jordan, ma sono a terra un’altra volta” (dal brano ‘Jordan’ di Hamadi – Black baby) o ancora “Il mio amico dov’è finito, brutta strada ci ha diviso, uno in gabbia l’altro in paradiso” (dal brano ‘Il mio amico dov’é finito’ di Hijasi-Aybar) -, ma anche speranze, quando Black baby chiude con “su dallo sky c’è un angel che mi osserva”.
“Sono più teso oggi che in un normale concerto” dice Nitro, uno dei rapper (da un milione di follower) invitati d’onore al concerto di presentazione a Bollate, che assieme a Ensi, Nerone e Mic Tyson, re delle freestyle-battle, non previsto ma che ha entusiasmato tutti con la sua presenza, hanno ascoltato i cantanti che si sono esibiti sul palco. “Per me è un tesoro essere qua” ha confessato Ensi, che ricorda quando andava a visitare il padre, detenuto a San Vittore, e rifletteva sulla possibilità di portare la sua musica in quei luoghi. Nerone, che oggi avrebbe dovuto festeggiare il suo primo anniversario di matrimonio ha invece scelto – “con il placet di mia moglie” – di essere a Bollate: “Aver sbagliato e scontare i propri errori, non vuol dire essere privato della umanità” riflette, chiedendo che gli studi di registrazione diventino una possibilità per tutti.
Sono anime nude, ricordi, racconti di momenti vissuti o solo immaginati, speranze. Sono vita che attende, arrivano dal mondo e prendono tutti lo stesso ritmo. “Quando ti mancano le cose, poi ti rendi conto davvero cos’è avere un attimo di libertà, di normalità” riflette Ensi, confessando che “vedere la loro felicità è esattamente quello che cercavo”.
C’è un mondo là fuori, lo hanno lasciato in stand-by ma è a quel mondo che si rivolgono: “E adesso che sono solo, immerso nel buio e silenzio di nuovo, se chiudo gli occhi posso immaginarti e parlarti di tutto quello che provo, e dirti che mi dispiace e che me ne pento…” (dal brano ‘Luna Piena’ di Aybar). È un fratello che parla alla sua sorellina – “sono tuo fratello, tu la principessa e io il tuo castello”. E’ quel mondo che rivogliono indietro: “Non diventare grande che lo faremo insieme, va bene?”.