Giustizia minorile e di comunità, i giovani protagonisti del Premio “Vexillum – Giuseppe Sciacca”

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
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I ragazzi in carico al dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità sono stati tra i protagonisti più significativi della XXIV edizione del Premio Internazionale “Vexillum – Giuseppe Sciacca”, che ha riunito in Vaticano personalità della cultura, della scienza, delle istituzioni e del mondo ecclesiale.

Le loro opere, espressione di talento, impegno e capacità di guardare al futuro, hanno ricevuto il plauso della giuria e del pubblico, confermando il valore dei percorsi educativi e di inclusione promossi dai servizi della giustizia minorile.

Il primo premio è stato assegnato a Ken, seguito dall’Ufficio di servizio sociale di Bolzano, autore di un dipinto policromo raffigurante una testa di leone, simbolo di forza e coraggio nell’affrontare le difficoltà.

Il secondo posto è andato a Siv, dell’istituto penale per i minorenni di Potenza, che ha realizzato la “Caravella della Speranza”, un’opera in legno e cartapesta interamente decorata a mano.

Terzo posto ex aequo per Del, dell’istituto penale per i minorenni di Bari, autore di una caravella in legno portatrice di un messaggio di pace, e per Saz, della Comunità ministeriale di Catanzaro, che ha utilizzato moderne tecnologie di lavorazione per creare un’opera lignea dedicata al dialogo tra le generazioni.

I riconoscimenti testimoniano come l’arte, la creatività e il lavoro educativo possano rappresentare strumenti concreti di crescita personale e di responsabilizzazione, offrendo ai ragazzi occasioni reali di espressione e di valorizzazione delle proprie capacità.

Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, confermando il prestigio internazionale dell’iniziativa promossa dalla Fondazione “Vexillum”, impegnata nella diffusione dei valori della solidarietà, della cultura e della promozione dei giovani talenti. Ed é proprio a loro, provenienti da diverse parti del mondo, che la Fondazione ha consegnato premi per i risultati conseguiti. Riconoscimenti sono stati assegnati anche a personalità del mondo della cultura, della ricerca e delle istituzioni.

Quest’anno il messaggio più forte è arrivato proprio dai giovani della giustizia minorile: attraverso le loro opere hanno raccontato speranza, resilienza, dialogo e desiderio di futuro, dimostrando come il percorso rieducativo possa trasformarsi in una concreta occasione di crescita e di riscatto personale.