Cambio di passo nei tempi di giustizia, i casi di Bologna e Verona

Tribunale di Verona
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Il distretto della Corte di Appello di Bologna è passata da 14.989 procedimenti civili pendenti del 2014 a 5.700 nel 2024 facendo quindi registrare in dieci anni una riduzione pari al 61,9%. Le cifre sono riportate in un articolo di Giuseppe Baldassarro pubblicato oggi sull’edizione bolognese del quotidiano Repubblica che si occupa dei passi in avanti registrati nel contenzioso civile a livello nazionale. In base all’approfondimento, che comprende anche i dati dei tribunali di Parma (riduzione del 55,7%), Reggio Emilia (-40%), Modena (-39,1%), Piacenza (-33%), Forlì (-27,1%), Ferrara (-26,7%), Rimini (-25,6%) e Ravenna (-20,6%), il giornalista valuta un risultato “superiore alla media nazionale che colloca l’Emilia-Romagna tra le aree più dinamiche nel processo di smaltimento dell’arretrato”.

Nel pezzo vengono riportate anche le parole dell’avvocato Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, che dichiara: “La riduzione delle pendenze è diffusa e interessa praticamente tutti i tribunali della regione, ma i dati mostrano anche come la tenuta del sistema dipenda sempre di più dalla capacità dei singoli uffici di gestire procedimenti caratterizzati da una crescente complessità tecnica e organizzativa”. “Da questo punto di vista – aggiunge Martinez – Bologna rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere le nuove sfide della giustizia civile italiana”.

Nordio ai Giuristi d’impresa: “Ridotti tempi dei processi e arretrato”

Di sfide parla anche Ernesto d’Amico, presidente del Tribunale di Verona, che su L’Arena, in un articolo di Manuela Trevisani, fa riferimento a “tutto il sistema Giustizia italiano, incluso quello veronese” che “ha raggiunto gli obiettivi del Pnrr, sia dal punto di vista dell’accelerazione dei processi, sia per quanto riguarda lo smaltimento dell’arretrato”. La testata veronese si concentra sui progressi del cosiddetto disposition time, ossia il tempo medio necessario per smaltire i procedimenti pendenti. A Verona il disposition time è passato da 349 giorni (dato del 2019, epoca pre-Covid) a 303 giorni nel primo semestre dell’anno in corso.

Per d’Amico il raggiungimento degli obiettivi è stato reso possibile grazie a diversi fattori. “Sicuramente hanno influito – aggiunge il presidente del Tribunale di Verona – la diversa organizzazione del lavoro, un numero più adeguato di magistrati grazie ai recenti concorsi e il personale immesso in servizio a tempo determinato con il Pnrr”. “Ora la vera emergenza di organico riguarda le cancellerie, a loro volta fondamentali per il funzionamento del sistema Giustizia” conclude d’Amico.

Per approfondire:

Repubblica-Bologna-28-09-2026

L’Arena-21-09-26