Rebibbia, Giochi della Speranza: “Oggi libertà senza distinzioni”
10 Ottobre 2026
Tornano i Giochi della speranza nella Casa circondariale di Rebibbia, ma stavolta nella sezione femminile: detenute, agenti di Polizia penitenziaria, magistrate e rappresentanti della società civile hanno condiviso una mattinata di sport e confronto, portando oltre le mura dell’istituto i suoi valori educativi e sociali. Dopo il primo appuntamento a Rebibbia il 13 giugno 2025 , la “piccola olimpiade in carcere” ha fatto tappa, lo scorso febbraio, nella casa di reclusione di Milano Bollate.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dalla Rete di magistrati “Sport & Legalità” e dal dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la collaborazione dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, del Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma e del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre.

L’obiettivo è rendere lo sport uno spazio di incontro reale, di dialogo e di possibilità, uno strumento prezioso per superare le distanze tra chi vive e lavora all’interno del carcere e la comunità esterna, oltre che strumento di crescita personale e reinserimento sociale.

Quattro le rappresentative sportive – detenute, polizia penitenziaria, magistrate ed esponenti della società civile – che si sono confrontate nelle diverse discipline: calcio a 5, pallavolo, atletica, tennis tavolo e calcio balilla. Il via alle gare è stato dato alle 8.30, subito dopo la cerimonia di apertura e i saluti istituzionali, per concludersi alle 13.30 con le premiazioni finali. Questa nuova edizione ribadisce l’obiettivo di creare un modello replicabile anche in altri istituti di pena, permettendo alle persone recluse di vivere momenti di gioco, confronto e socialità, ma soprattutto per valorizzare sempre di più lo sport

Non un semplice passatempo, ma strumento concreto di educazione alle regole, di cura della persona e di responsabilizzazione. Questo il messaggio che i Giochi della Speranza, anche nel solco delle precedenti edizioni, vogliono ribadire: lo sport in carcere deve poter alimentare una speranza concreta e una prospettiva di futuro, ma soprattutto riuscire ad attraversare simbolicamente le mura del carcere per raggiungere la comunità esterna, ricordando che il valore educativo dello sport non conosce confini.
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