Rosario Livatino dichiarato Patrono dei Magistrati d’Italia
8 Ottobre 2026
Da ieri, 7 ottobre 2026, il beato Rosario Angelo Livatino, martire della Chiesa cattolica, è ufficialmente “patrono presso Dio dei magistrati d’Italia”. Il provvedimento, varato con decreto dal Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, è stato reso noto dalla Conferenza episcopale italiana (CEI).
Il beato siciliano, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, è il “primo magistrato nella storia – ha ricordato di recente Leone XIV – a essere riconosciuto come martire”. “In tutte le fasi dell’iter di discernimento e approvazione – prosegue la nota – i Vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta del Comitato promotore, riconoscendo nella figura del giudice Livatino un modello di riferimento, uno speciale intercessore per quanti ogni giorno amministrano la giustizia” in virtù della sua “testimonianza di onestà contro l’opera mafiosa”.
Come si legge nel decreto, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha voluto “approvare l’elezione del beato a patrono” e, il 17 giugno scorso, “chiedere che essa fosse confermata secondo le norme sulla costituzione dei patroni”. Nel comunicato Zuppi sottolinea che “Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività è stato capace di contemperare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera”.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un suo intervento lo scorso 21 settembre all’intitolazione al “giudice ragazzino” della piazza antistante la biblioteca di Scorzè (Venezia), lo ha definito “un grande magistrato e un grande cristiano”. “Il suo connotato fondamentale – ha aggiunto Nordio – che poi è stato quello che ha segnato la sua beatificazione, è quello di aver perdonato i suoi assassini. Le ultime parole di Livatino furono di perdono ed è quello che lo contrassegna e lo differenzia rispetto agli altri servitori dello Stato vittime di attentati”.
Nordio a Scorzè: la piazzetta dedicata al Beato Rosario Livatino