Balboni: “Fatte riforme importanti, altre devono essere completate”
9 Ottobre 2026
“La giustizia è un pianeta complesso. Con criticità accumulate da decenni. Ci sono luci e ombre”. A dirlo è il sottosegretario Alberto Balboni, nell’intervista rilasciata ad Aldo Torchiaro de Il Riformista.
“Il processo penale telematico è partito e stiamo lavorando per risolvere le problematiche. Abbiamo investito nell’edilizia giudiziaria e nel completamento degli organici”, afferma il Sottosegretario interrogato sullo stato di salute della giustizia. “Restano criticità importanti – sottolinea – per esempio nei Tribunali di sorveglianza, dove i tempi possono essere così lunghi che la decisione sulle misure alternative arriva quando il detenuto ha già finito di scontare la pena”.
Sul fronte Pnrr precisa: ”Abbiamo raggiunto gli obbiettivi che ci eravamo dati: sia nella giustizia penale sia in quella civile i tempi si sono enormemente ridotti. Abbiamo investito nell’Ufficio per il processo e stabilizzato praticamente tutti i funzionari: per gli ultimi 1.300 siamo intervenuti con un decreto-legge”. Sempre in tema di assunzioni, il Sottosegretario ha ricordato che, con i reclutamenti straordinari, si è vicini al completamento della pianta organica dei magistrati. Si è soffermato anche sulla legge delega per rendere strutturale il ruolo della magistratura onoraria: “Vogliamo intervenire su stabilità, trattamento economico, previdenziale e assistenziale. La legge è pronta– ha concluso – , servono le coperture: complessivamente circa un miliardo e mezzo in dieci anni”.
Sulle carceri, Balboni ricorda l’investimento di 900 milioni di euro per costruire nuovi padiglioni e ammodernare quelli non più utilizzabili: “Contiamo di creare 10 mila nuovi posti detentivi entro il 2027”.
In tema di sicurezza, ha ricordato l’inibitore di cellulari introdotto a Secondigliano, che ha permesso di bloccare 24mila tentativi illegittimi di accesso. Anche sul contrasto alla droga, ha confermato l’introduzione di nuovi strumenti operativi come le reti antidrone e i sistemi elettronici di inibizione. “Su mia sollecitazione – ha rivelato – stiamo addestrando molti più cani antidroga che oggi vengono usati soprattutto per cercare droga in cella. Io voglio cani all’ingresso di ogni carcere, per controllare chiunque entri: se impediamo alla droga di entrare, facciamo un salto di qualità”.
Sottolineando poi il decisivo compito della Polizia penitenziaria ha ricordato che: “Nessun governo ha mai assunto tanti agenti quanto questo. A luglio abbiamo chiuso il contratto collettivo, con arretrati e nuove misure previdenziali, ma non saranno mai pagati abbastanza per quello che fanno”.
L’intervista integrale pubblicata dal quotidiano Il Riformista