Nordio: “La Giudecca uno dei miei posti del cuore”
21 Ottobre 2026
“Questo film è una bellissima testimonianza di quello che voi avete fatto, e di quello che noi stiamo facendo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo al Maxxi di Roma in occasione della proiezione del documentario “Giudecca”, di Maria Tilli.
La pellicola, presentata nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, si basa sulle testimonianze di alcune donne recluse nell’istituto veneziano che, nella privazione della libertà, hanno trovato un loro modo di raccontarsi attraverso l’arte.
Il Guardasigilli, che ha già visto il film “con una certa emozione”, non nasconde che la Giudecca è uno dei suoi luoghi del cuore: per 50 anni, da pubblico ministero a Venezia, vi è entrato spesso per svolgere gli interrogatori. “Ho visto crescere la Giudecca, l’ho vista espandersi, l’ho vista migliorare e l’ho vista diventare una sorta di eccellenza nel nostro panorama carcerario”, aggiunge Nordio.
La casa di reclusione lagunare è, per certi aspetti, un fiore all’occhiello per i percorsi trattamentali offerti alle detenute. Non è così per altri penitenziari che scontano decenni di trascuratezza: “L’investimento finanziario in un carcere non ti dà un riscontro politico. Se spendi un miliardo per fare un ospedale tutti ti dicono ‘bravo’, se lo fai per un carcere è già abbastanza che non ti rimproverino di avere impiegato delle risorse in un settore che molti cittadini ritengono secondario”. Ma la situazione, assicura il Ministro, “sta migliorando”.
Il Guardasigilli ricorda che, nel 2024, la Giudecca ha ospitato il padiglione della Santa Sede alla Biennale d’arte. In quell’occasione ha accolto e incontrato Papa Francesco, che più volte è tornato tra le detenute a Venezia. “Vedendo il film – prosegue Nordio -, abbiamo anche capito quale può essere il percorso di recupero di queste persone che hanno sbagliato, stanno pagando, ma nello stesso tempo non hanno perso la speranza”. Tocca anche allo Stato preservare la dignità delle persone recluse. Il Guardasigilli ricorda la frase pronunciata dal Santo Padre: “No alla cultura dello scarto”.
Ad accogliere i visitatori nell’atrio del Maxxi c’è un pannello con appese le opere delle detenute attrici del film: i loro autoritratti, coperti da fili di stencil che loro stesse hanno tirato secondo la loro ispirazione. Tra le spettatrici presenti, anche Jenny e Giulia, due interpreti del documentario che, prima di entrare in sala, non nascondono una certa emozione: “È la prima volta che veniamo a Roma, è un po’ caotica ma è bellissima”, dicono.
Presenti alla proiezione il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e il direttore generale Detenuti e trattamento, Ernesto Napolillo.
Le storie in bianco e nero di ‘Giudecca’ irrompono alla Festa del Cinema di Roma