Pattini a rotelle e un superspettacolo: Ciani Passeri sul trono d’Europa

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Nove anni dopo Nantes 2010, Francesca Ciani Passeri e il suo Roma Roller Team sono ancora sul trono d’Europa: è successo a Reggio Emilia, sulla pista del Pala Bigi, e la disciplina è il pattinaggio a rotelle. Ma la specialità “Show & Precision” punta tanto sulla tecnica rolleristica quanto sulle suggestioni dello spettacolo puro.

Francesca è una veterana delle Fiamme Azzurre, reclutata nel 2004 quando era una delle punte di diamante della nazionale italiana: singolista titolata (tre argenti continentali), ha poi trovato nuovi stimoli nei gruppi di spettacolo, un settore relativamente recente e al tempo stesso in continua espansione. Perché il pattinaggio a rotelle, che in Italia ha solidissime tradizioni e scuole di livello mondiale – per l’artistico soprattutto Vicenza, Rimini e Roma – non è ancora una disciplina olimpica e bussa da decenni alle porte del CIO con proposte sempre più accattivanti: a Tokyo finalmente sarà ammesso, ma solo con lo skateboard, mentre i settori più nobili della rotellistica tradizionale saranno ancora una volta esclusi.

La passione degli atleti, però, resta intatta: e un oro europeo è sempre un alloro internazionale di prestigio. Francesca e il suo team di passione ne hanno da vendere, come non mancano di creatività: stavolta, a stregare le giurie è stato un programma dalle coreografie evocative dal titolo Evolution of Medicine, che ha scardinato le ambizioni delle forti concorrenti spagnole, in tre finite alle spalle della formazione capitolina. Una particolarità di questa disciplina è che le rappresentative in gara sono club, o gruppi di club, sia pure iscritte dalle rispettive federazioni nazionali: nel Vecchio Continente le scuole all’avanguardia, a parte la nostra, sono quelle di Spagna, Francia, Germania, Gran Bretagna e Portogallo, dove ha sede l’Unione Europea.

Ma con due titoli iridati in bacheca, Francesca Ciani Passeri è anche una stella del pattinaggio mondiale: gli altri Paesi di solida tradizione sono in Sudamerica – soprattutto Argentina e Colombia, oltre a Cile, Brasile e Messico – ma il pattinaggio artistico è diffuso pure nel mondo anglosassone, dagli Stati Uniti all’Australia, e in Asia, con India e Giappone capofila. Insomma, quanto a popolarità, la disciplina meriterebbe in pieno l’inserimento nel programma olimpico: finora il potere “politico” di altri sport ha avuto la meglio e lo skateboard potrebbe rappresentare il classico apriscatole.

Resta il rimpianto che una grande atleta come la nostra Francesca non abbia mai avuto la possibilità di una partecipazione ai Giochi: solo la parziale soddisfazione degli World Games, ossia i Giochi delle discipline “non olimpiche”, manifestazione quadriennale dove – non a caso – l’Italia è in testa al medagliere totale. La prossima edizione sarà a Birmingham nel 2021: in passato molti sport – ad esempio il triathlon – sono passati per gli World Games prima di essere ammessi alle Olimpiadi e quindi non resta che incrociare le dita.