Lotta alla corruzione, Bonafede: “Onu riconosce progressi Italia”

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“La lotta alla corruzione deve essere una sfida prioritaria in ottica sovranazionale e multisettoriale, e armonizzare le leggi nazionali è una necessità. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione è un baluardo a cui si appoggiano tutti gli Stati”. Sono le parole del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il suo intervento alla Farnesina  in occasione della presentazione del secondo Rapporto sull’Italia, nell’ambito del ciclo di valutazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione (Uncac).  Il Guardasigilli ha evidenziato i riscontri positivi ottenuti dall’Italia per i passi avanti compiuti nel contrasto e nella prevenzione dei fenomeni corruttivi: “L’Onu fa valutazioni ampiamente positive in materia di confisca e recupero dei beni illeciti, su cui l’Italia assicura un’ampia, efficace e adeguata assistenza ai Paesi aderenti all’Uncac.  Sono stati fatti , inoltre, passi avanti nell’inasprimento delle pene nei reati contro la pubblica amministrazione e nella trasparenza degli apparati pubblici. Oggi chi paga e accetta una tangente sa che, se condannato, non potrà più avere a che fare con  la pubblica amministrazione”. Bonafede ha anche ricordato come l’Italia nel 2018 abbia migliorato la sua posizione nella graduatoria stilata da Trasparency sulla percezione della corruzione, passando dal 69esimo al 53esimo posto: “Molti sforzi sono ancora da fare, abbassare la guardia sarebbe fatale. Affrontiamo con grande serietà le valutazioni di organismi esterni”.

Per il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, “il rapporto dell’Onu sulla lotta alla corruzione è una pagella che promuove l’Italia in un settore delicato e quando viene riconosciuto un miglioramento bisogna esserne fieri. In Italia certamente la corruzione c’è, ma siamo in grado di reagire e questo rapporto ce lo riconosce”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone: “Nel contrasto all’illegalità e alla corruzione il Paese riesce a fare squadra. Questa azione di sistema si sta avvertendo nell’immagine esterna, dove sono stati superati gli stereotipi. Oggi possiamo dire con orgoglio che l’Italia è il paese dell’antimafia e della anticorruzione”.