Bordignon si conferma: forza e carattere per sollevare il mondo

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E’ sempre lei, Giorgia Bordignon, la reginetta della pesistica italiana: una “ragazzina” di 32 anni – un ventennio di attività alle spalle – e ancora capace di divertirsi in una specialità durissima e da noi ancora con poco appeal mediatico, nonostante la massa di praticanti da palestra. Varesina di Gallarate, dopo l’ingresso nella Polizia Penitenziaria, nel settembre 2010, Giorgia ha compiuto una scelta di vita: è scesa in Puglia per allenarsi con il tecnico delle Fiamme Azzurre Alessandro Ficco – già olimpico a Sydney 2000 – nell’impianto di Valenzano, vicino Bari. Scelta indovinata e sabato scorso ha aggiunto due titoli italiani – strappo e slancio – agli Assoluti di Vercelli: due prestazioni tecniche, rispettivamente 101kg e 125kg, che la proiettano sempre più su nel ranking verso Tokyo 2020.

Giorgia Bordignon durante la gara dei Campionati Assoluti a Vercelli
Giorgia Bordignon durante la gara degli Assoluti di Vercelli

La classifica per la carta olimpica è ancora relativamente giovane: da qui alla fine delle qualifiche saranno valide le quattro gare migliori e lei è ancora ampiamente in corsa per timbrare la sua seconda presenza ai Giochi. A Rio de Janeiro, tre anni fa, è diventata la miglior azzurra nella storia del sollevamento pesi con il sesto posto in finale: un piazzamento consolidato dalle tre medaglie conquistate agli Europei di Bucarest un anno fa (oro dello strappo, argento nello slancio e nel totale). Una chiosa, dovuta: nella gara olimpica si tiene conto solo del totale delle due alzate (appunto il “totale olimpico”), mentre nelle altre gare internazionali si fanno tre classifiche distinte e si assegnano medaglie per ciascuna. Altra avvertenza: dall’anno scorso le fasce di peso sono cambiate e con esse le gerarchie, ragion per cui la fiamma azzurra è dovuta scendere dai 69kg di Rio e Bucarest ai 64kg di oggi. Agli ultimi Europei, quelli di aprile a Batumi, la nostra campionessa ha vinto ancora una medaglia nella nuova categoria, il bronzo nello strappo: ma in Georgia erano rientrate dalla squalifica internazionale per “doping di squadra” quattro nazionali di grande tradizione in questa disciplina, tra cui le fortissime (e controverse) russe.

Giorgia è fatta così, la prende con sportività, non fa dietrologie: pensa solo a dare il meglio per sé e per l’Italia, le polemiche per un settore storicamente martoriato – e mortificato – dalla piaga del doping non la toccano. E pensa ai Giochi Olimpici, il traguardo di qualsiasi atleta: c’è un altro aspetto che la conforta in vista di Tokyo 2020 ed è l’aver fatto ai Tricolori di Vercelli il miglior punteggio “Sinclair”, la tabella internazionale che mette in comparazione le prestazioni ottenute nelle diverse fasce di peso, compensando le differenze fisiche su base numerica. In pratica, a livello assoluto, i 101kg di strappo alzati nei 64kg valgono più di 131 e i 125kg dello slancio oltre 162.

 

Charlotte Bonin e Anna Barbaro mostrano l'argento conquistato a Besançon
Charlotte Bonin, Anna Barbaro e l’argento vinto a Besançon

Fine settimana su vari fronti per gli atleti delle Fiamme Azzurre: una medaglia d‘argento è arrivata dal para-triathlon, dove la nostra Charlotte Bonin ha “guidato” la non vedente Anna Barbaro sul podio della Coppa del Mondo di Besançon. A questo punto la coppia paralimpica punta a conquistare un posto nelle liste di partenza delle World Series di Montreal (28/29 giugno), la gara con cui si aprirà il ranking olimpico della specialità: per ora solo il nostro Giovanni Achenza, paralimpico dell’handbike, è sicuro di partecipare, ma con il piazzamento ottenuto in Francia anche Charli e Anna sperano di avere il pass per il Canada. Nel frattempo all’ITU World Cup di Astana, la gara di triathlon è stata trasformata in un duathlon classico (corsa-bici-corsa) a causa dell’acqua inquinata: nonostante il cambio di programma Davide Uccellari si è piazzato 13° con un buon bottino di punti per il ranking olimpico.

Passiamo alla piscina di Barcellona, dove Martina Carraro ha gareggiato su 50 e 100 rana del Meeting Internazionale “Mare Nostrum”, rinunciando ai 200: già sicura della partecipazione ai Mondiali, per la ranista delle Fiamme Azzurre era solo un test agonistico, ma soprattutto il tempo sui 100 – 1’07”28, seconda dopo la plurititolata russa Yuliya Yefimova, atleta molto discussa per il noto caso doping (squalificata e poi riammessa per un cavillo procedurale) – rappresenta un riscontro molto valido in questo momento della programmazione. Ora si va al “Trofeo Settecolli”, dove anche Ilaria Bianchi cercherà il tempo limite per Gwangju: in realtà è abbastanza probabile una convocazione almeno per le staffette, ma è logico che Ilaria cerchi a Roma lo standard per le gare individuali.

Quattro ciclisti delle Fiamme Azzurre sono in partenza per i Giochi Europei di Minsk: nel fine settimana, Grand Prix Internazionale a Brno, i pistard Francesco Ceci e Francesco Lamon hanno provato la gamba in vista del viaggio in Bielorussia. Buono soprattutto il 5° posto di Lamon (in coppia con Liam Bertazzo) nella Madison, con un line up degno di un mondiale in gara sul velodromo della capitale morava. Un successo di prestigio per Simona Frapporti, che ha vinto il Trofeo Città di Prato sulle strade toscane: la bresciana ha imposto il suo sprint dopo oltre 116 chilometri di corsa.

Agli Assoluti di pentathlon moderno negli impianti di Roma e Montelibretti, terzo posto di Claudia Cesarini (1267 punti, alle spalle di Maria Beatrice Mercuri e Alice Rinaudo): l’atleta romana, due volte olimpica, era l’unica fiamma azzurra al via, perché Giorgio Malan e Gloria Tocchi sono fermi ai box e Alice Sotero tra dieci giorni disputerà la finale di Coppa del Mondo a Tokyo, dove saranno assegnate le prime carte olimpiche.