Coppia Mondiale: Ilaria Bianchi “raggiunge” Martina Carraro

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Magari, alla fine, non sarebbe stato indispensabile: ma ai Mondiali di Gwangju (dal 12 al 28 luglio), ora, Ilaria Bianchi ci andrà dalla porta principale. La vittoria ottenuta nei 100 metri farfalla al “Trofeo Settecolli” – e soprattutto il responso del cronometro, 57”50 (tre decimi sotto il tempo limite federale) – hanno cancellato ogni dubbio: perché la campionessa delle Fiamme Azzurre, un oro europeo e uno mondiale sulla distanza in carriera, aveva cercato l’obiettivo per tutta la stagione e ora l’ha centrato in pieno. Meglio che sia arrivato nel prestigioso appuntamento romano – gli Internazionali d’Italia sono giunti alla 56^ edizione – meglio ancora riprendendosi la leadership azzurra: alle sue spalle Elena Di Liddo, che l’aveva preceduta agli Assoluti di Riccione. Se il record italiano di Ilaria sui 100 è rimasto a 28/100, il personale sui 50 metri è stato abbassato a 26”38 nella finale disputata allo Stadio del Nuoto che ha visto la nostra atleta piazzarsi al terzo posto, battuta solo dall’australiana Holly Barratt (argento iridato in carica) e dalla danese Emilie Beckmann (doppio argento europeo). Al termine della kermesse romana, lo staff tecnico si è premurato di rassicurare Ilaria che il biglietto per la Corea era già pronto, indipendentemente dal risultato del “Settecolli”: ma negli sport misurabili con metro e cronometro è sempre opportuno affidarsi a quei giudici insindacabili.

Ilaria Bianchi e Martina Carraro nuotatitrici delle Fiamme Azzurre
Inseparabili: laria Bianchi e Martina Carraro

 

Cosa che aveva già fatto Martina Carraro, grazie alla storica tripletta dei Tricolori primaverili: ma la ranista della Polizia Penitenziaria, ora in piena fase di carico, ha dimostrato anche nella tre giorni romana (21/23 giugno) di vivere una stagione di forma smagliante. Replicato al centesimo il tempo sui 100 – la sua distanza preferita – che le aveva dato il titolo italiano a Riccione: 1’07”04, seconda nella finale del Settecolli dietro la spagnola Jessica Vall. Ora c’è da dire che una settimana fa la fiamma azzurra aveva toccato la piastra della piscina di Barcellona prima dell’iberica, nel Meeting Internazionale “Mare Nostrum”: ma nel nuoto, soprattutto se all’obiettivo più importante della stagione manca ancora qualche settimana (Gwangju è in programma a fine luglio), è abbastanza normale che la condizione possa variare a seconda dei carichi di lavoro. E comunque Jessica Vall è sempre un’avversaria titolata, con in bacheca un argento mondiale sulla doppia distanza: senza dimenticare che nella finale dei 50 metri Martina si è presa la rivincita nei confronti della spagnola, piazzandosi al terzo posto in una finale che ha portato alla ribalta la baby-rivelazione azzurra Benedetta Pilato (nuovo primato assoluto per la ragazzina, poco più che 14enne).

Il fine settimana, che ha visto l’avvio dei Giochi Europei a Minsk, per il resto ha portato nel palmarès delle Fiamme Azzurre un bronzo continentale, l’ennesimo alloro di Aldo Montano, nella sciabola a squadre di Dusseldorf: il campione livornese non ha invece trovato un piazzamento importante nel torneo individuale, anche perché troppo presto il tabellone lo ha messo di fronte ad Aron Szilagyi. E perdere con il campione ungherese, doppio oro olimpico, rientra pur sempre nell’ordine delle cose.

Una bella notizia arriva anche da Olomouc, dove la nostra amazzone Clementina Grossi era impegnata in un concorso internazionale di salto ad ostacoli con il suo cavallo Zquasimodo R: la prova in terra ceca era valida per un CSIO3* e l’argento nel Grand Prix, grazie a un percorso netto e a un secondo di gap rispetto al vincitore, riporta il sorriso sul volto dell’atleta piemontese, che nella prima parte della stagione aveva sofferto per i postumi di una caduta nella finale dei Campionati Italiani a San Giovanni Marignano.

Parlando di giovani in cerca di una speranza olimpica, non dimentichiamo Chiara Sabattini, impegnata a Bratislava nella seconda tappa di Coppa del Mondo per la canoa slalom: l’atleta ligure si è rimessa in discussione in questa stagione, ritrovando il primo amore – la canadese monoposto – dopo aver cercato gloria in kayak. Nella gara in Slovacchia le sue ambizioni di piazzamento sono svanite per un salto di porta proprio sulle ultime paline del percorso: un errore che ha caricato Chiara delle 50 penalità previste dal regolamento e che dimostra una volta di più quanto – in certi casi – sia sottile il divario tra un grande risultato sportivo e la delusione più profonda.