Carceri, relazione 2018 del Garante dei Detenuti. Bonafede: stop a riforma ma avanti su lavoro e qualità vita

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

 

Roma, Sala Capitolare del Chiostro di S.M. sopra Minerva del Senato. “La riforma non mi trova d’accordo, così non può andare avanti. Ma si tratta di un vasto intervento e all’interno ci sono elementi che meritano attenzione, tra cui il lavoro penitenziario e la qualità della vita dei detenuti”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede interviene alla presentazione della relazione del Garante dei detenuti Mauro Palma e illustra il suo pensiero in tema di politica carceraria.

“Intendo confrontarmi con il Garante per una nuova partenza”, afferma il Guardasigilli. Che poi spiega la sua posizione sul 41-bis, “Il regime di carcere duro è uno strumento irrinunciabile”; sui suicidi in carcere, “va rafforzato il piano nazionale per prevenire il fenomeno, perchè in uno Stato di diritto è inaccettabile che un detenuto preferisca la morte alla detenzione”.

In tema di corruzione, infine, Bonafede è netto: “è uno dei punti qualificanti del programma di governo. Alla condanna dei colletti bianchi corrotti – sottolinea – deve seguire una pena detentiva”. Viene presentata la Relazione al Parlamento 2018 del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Presenti in sala la vice presidente del Senato Anna Rossomando e il presidente della Camera Roberto Fico.

 

Intervento del ministro (video)

Intervento del ministro (testo)