Commissione Giustizia Camera, l’audizione del ministro Bonafede

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“Stiamo portando avanti una vera e propria rivoluzione per la giustizia italiana, destinata al perseguimento dell’ambizioso e ormai non più rimandabile obiettivo di restituire fiducia a tutti i cittadini-utenti nel sistema giudiziario. La priorità è assicurare una drastica riduzione e una maggiore prevedibilità dei tempi della giustizia, riformando le regole processuali civili e procedimentali penali. Il confronto politico con le forze che compongono la maggioranza di governo sta dando i suoi frutti nella predisposizione della struttura riformatrice, come dimostra già il recepimento, da parte degli uffici competenti, dei primi contributi raccolti nel corso delle interlocuzioni avvenute nelle ultime settimane”. Così il Guardasigilli Alfonso Bonafede durante l’audizione in commissione Giustizia della Camera.

Illustrando le linee programmatiche del suo dicastero, Bonafede ha aggiunto: “Desta preoccupazione il dato relativo alla durata del processo penale. L’ultimo rapporto della Commissione europea per l’efficienza della giustizia evidenzia ancora la marcata distanza dell’Italia dagli altri Paesi europei sebbene anche si sia avuta negli ultimi anni una riduzione delle pendenze. Lo schema di riforma attualmente in fase di definizione politica prevede lo snellimento dei riti e l’adozione di misure che consentano, eliminando i ‘tempi morti’, di semplificare e velocizzare il procedimento penale nonché di ridurre le pendenze”.

Sul versante della giustizia civile il Guardasigilli ha spiegato che “i tempi necessari per definire le cause civili rimangono tuttavia tra i più elevati dell’Ue, in quasi tutte le fasi del processo, nonostante lo straordinario impegno e la straordinaria produttività dimostrata dalla magistratura italiana, in cima alle classifiche europee per rendimento”.

In tema di lotta alla evasione il ministro della Giustizia ha precisato che “nel perseguimento della legalità è assolutamente necessario proseguire nella lotta alle organizzazioni mafiose e potenziare le misure di contrasto all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene per gli evasori e rendendo più trasparenti le transazioni commerciali”.

Sulla questione del sovraffollamento carcerario Bonafede ha spiegato che essa “si attesta sul 128%. L’azione del ministero mira, perciò, a un rilancio complessivo dell’edilizia penitenziaria, sia attraverso la riqualificazione degli spazi esistenti sia attraverso l’incremento dei posti detentivi. Siamo al lavoro per garantire il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, delle condizioni di lavoro degli operatori e l’innalzamento del livello generale di sicurezza”.

Rispetto all’impegno per riformare il sistema elettorale del Csm, il Guardasigilli ha affermato che l’obiettivo è restituire alla magistratura “quel prestigio che nasce solo dall’esercizio effettivamente autonomo e indipendente delle funzioni giudiziarie, nonché a difenderla da vicende come quelle che hanno caratterizzato la primavera di quest’anno”.

Parlando della recente decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’ergastolo ostativo, Bonafede ha precisato che la posizione dell’Italia “è chiarissima ed è stata esposta nelle sedi opportune. A questo punto il Parlamento, nella sua piena sovranità, farà le sue valutazioni”.

Quanto alla revisione della disciplina delle intercettazioni, il Guardasigilli ha sottolineato che “l’obiettivo sarà delineare un impianto idoneo a coniugare le esigenze di giustizia, il diritto di difesa, la privacy e il diritto degli organi di stampa ad informare e quello dei cittadini ad essere informati”.

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